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Conti sotto esame

ECONOMIA
Conti sotto esame

(AFP)

Il Comitato Economico e Finanziario del Consiglio, riunito a Bruxelles, ha adottato l'opinione ex articolo 126.4 del Tfue in merito al rapporto della Commissione europea sul debito pubblico dell'Italia, secondo il quale una procedura per deficit eccessivo legata al debito nei confronti del nostro Paese è "giustificata". Lo si apprende da fonti Ue. 

Mercoledì mattina, alle 9 a palazzo Chigi, è fissato il vertice economico annunciato da Giuseppe Conte al termine del Cdm in cui è arrivato il via libera al decreto sicurezza bis: oltre al premier, presenti i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia Giovanni Tria e i tecnici del Mef. Incontro per mettere a punto la strategia per evitare la procedura di infrazione da parte della Ue sul nostro debito pubblico.


Intanto l'Italia punta ad un "compromesso" con l'Ue, una mediazione "ragionevole" per scongiurare la procedura sui conti: è proprio il ministro Tria, alla Camera per l'informativa sull'azione disciplinare lanciata da Bruxelles, a giocare la carta della trattativa ad oltranza per rassicurare Parlamento e mercati sui piani del governo, neutralizzando pericolosi rialzi dello spread che pesano su crescita e risparmio.

TRIA - "E' nel nostro interesse arrivare a un compromesso e normalizzare definitivamente le condizioni del nostro mercato dei titoli di Stato, la cui solidità è fondamentale non solo per i risparmiatori e le istituzioni finanziarie del Paese ma anche e soprattutto per una vera ripresa dell’economia", sottolinea il titolare di via XX settembre nel suo intervento a Montecitorio.

Nel ricordare che la proposta di procedura Ue dovrà passare al vaglio del Comitato economico e finanziario, l'assise degli sherpa dei dicasteri delle Finanze europei, e poi del Consiglio Ecofin, il ministro chiarisce che "l'atteggiamento che terrà il governo italiano sarà costruttivo. Ribadiremo le nostre ragioni agli altri paesi europei, ai quali spetterà di trarre le conclusioni e cercheremo un ragionevole punto d’incontro". Questa è la linea condivisa da tutto il governo perché "è scritta nel Def", assicura il ministro, dicendosi sicuro del sostegno dell'esecutivo, nonostante le fibrillazioni delle scorse settimane.



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