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"Spread Italia in controtendenza"

ECONOMIA
Spread Italia in controtendenza

(FOTOGRAMMA/IPA)

Lo spread sui titoli di Stato italiani "è rimasto volatile ed elevato rispetto ai livelli osservati prima delle elezioni del 2018" e da marzo a giugno è aumentato di 33 punti base, raggiungendo i 2,38 punti percentuali. Lo rileva la Bce, osservando che "i differenziali fra i rendimenti dei titoli di Stato dell'area dell'euro e il tasso OIS privo di rischio sono rimasti sostanzialmente stabili".


Quanto ai Paesi più vulnerabili come il Portogallo, "il differenziale sul debito portoghese si è ridotto di 34 punti base in risposta a un miglioramento delle finanze pubbliche del Paese e al conseguente innalzamento del rating da parte di Standard & Poor's", mentre i "titoli di Stato spagnoli sono scesi, nel complesso, di 12 punti base, dopo una fase di volatilità nel periodo delle elezioni di aprile".

La Banca centrale si attende inoltre che "i tassi si mantengano sui livelli attuali almeno per la prima metà del 2020 e in ogni caso finché necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento nel medio termine". E' quanto ribadisce l'Eurotower nel Bollettino economico. "Il Consiglio ha inoltre reiterato le indicazioni prospettiche in materia di reinvestimenti. Ha infine stabilito le modalità della nuova serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine trimestrali (OMRLT III), in particolare i parametri di definizione dei prezzi", si ricorda nel documento.

"Il Consiglio direttivo ha inoltre valutato che, allo stato attuale, il contributo positivo dato dai tassi di interesse negativi all’orientamento di politica monetaria accomodante e alla convergenza durevole dell’inflazione non è compromesso da possibili effetti collaterali sull’intermediazione di tipo bancario". Ad ogni modo "il Consiglio direttivo continuerà a monitorare attentamente il canale bancario di trasmissione della politica monetaria e a valutare la necessità di eventuali misure correttive".

PROTEZIONISMO - "Sebbene i dati relativi al primo trimestre si siano rivelati lievemente migliori delle attese, secondo le ultime informazioni circostanze avverse di carattere internazionale continuano a gravare sulle prospettive per l’area dell’euro" sottolinea la Bce.

"Il perdurare delle incertezze connesse a fattori geopolitici, alla crescente minaccia del protezionismo e alle vulnerabilità nei mercati emergenti incide sul clima di fiducia. Al tempo stesso, gli ulteriori incrementi dell’occupazione e le retribuzioni in aumento continuano a sostenere la capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro e la crescita graduale dell’inflazione", aggiunge l'Eurotower.

CRESCITA MONDIALE - La crescita globale rallenta nel corso del 2019 ma poi si stabilizzerà, dice nell'analisi. "A livello mondiale la crescita dovrebbe ridursi nel corso dell’anno, per poi stabilizzarsi nel medio termine", si legge. "Secondo le proiezioni la crescita mondiale dovrebbe rallentare nel corso dell’anno, stretta fra un elevato e crescente livello di incertezza sugli assetti politici e sulle politiche economiche, che si ripercuote sugli investimenti a livello mondiale, e la rinnovata intensità delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina", si aggiunge.

In generale la Bce, "si attende che nel 2019 tali andamenti sfavorevoli continuino a gravare sull’attività e sul commercio internazionali, ma anche che le misure di politica economica recentemente adottate aiutino a contrastarli". Secondo le proiezioni, perciò, afferma l'Eurotower, "a livello mondiale la crescita dovrebbe ridursi nel corso dell’anno, per poi stabilizzarsi nel medio termine. Nel medesimo periodo l’interscambio mondiale dovrebbe indebolirsi in misura più marcata, per poi crescere nel medio termine in linea con l’attività economica". Sul fronte delle spinte inflazionistiche "a livello mondiale dovrebbero rimanere contenute, mentre si sono gradualmente accumulati rischi al ribasso per l’attività internazionale", spiega la banca centrale europea.

PIL EUROZONA - Nel primo trimestre del 2019 la crescita del pil in termini reali nell’area dell’euro è aumentata portandosi allo 0,4 per cento rispetto al trimestre precedente, dopo il rallentamento registrato nella seconda metà dello scorso anno a fronte di una più debole dinamica della domanda estera nell’area, rileva la Bce.

Tuttavia, aggiunge, "i nuovi dati sull’andamento economico e le informazioni provenienti dalle indagini segnalano una crescita lievemente più moderata nel secondo e nel terzo trimestre di quest’anno. Ciò riflette la perdurante debolezza del commercio internazionale in un contesto ancora influenzato dal prolungarsi delle incertezze su scala mondiale, che gravano, in particolare, sul settore manifatturiero dell’area dell’euro. Allo stesso tempo, i settori dei servizi e delle costruzioni dell’area evidenziano una buona capacità di tenuta e il mercato del lavoro continua a migliorare".

In prospettiva "l’espansione dell’area dell’euro seguiterà a essere sostenuta da condizioni di finanziamento favorevoli, dall’orientamento moderatamente espansivo delle politiche di bilancio, da ulteriori incrementi dell’occupazione e da un aumento delle retribuzioni, nonché dal perdurare della crescita dell’attività mondiale, seppure a un ritmo lievemente inferiore".



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