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Manovra, salta norma sulla cannabis light

ECONOMIA
Manovra, salta norma sulla cannabis light

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Si apre il percorso parlamentare della manovra. La seduta in Aula al Senato parte con le repliche dei relatori, poi quelle del governo. Dopo la votazione sulla 'Nota di variazione del Governo', voto finale al ddl. In mattinata il governo ha depositato il maxi-emendamento sul quale ha posto la fiducia.


Intanto salta la controversa norma sulla commercializzazione della cannabis light, con principio attivo thc inferiore allo 0,5%. Il sub-emendamento approvato in commissione Bilancio al Senato è stato dichiarato inammissibile a Palazzo Madama.

E vengono stralciate altre 14 norme, tra le quali la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie allo 0,04% e il rinvio al 2022 dello stop al mercato tutelato dell'energia: a dichiarare inammissibili le 15 norme del ddl è stata la presidente del Senato Elisabetta Casellati, che aveva sospeso la seduta per dichiarare tali inammissibilità. Seduta sospesa fino alle 16.30 con il maximendamento che passa all'esame della commissione Bilancio per le coperture.

Stop anche alla commercializzazione gratuita dei farmaci in eccedenza, al 'cervellone' per l'Agenda digitale alla presidenza del Consiglio e all'insegnamento dell'educazione finanziaria nelle scuole. Sono queste alcune delle micro-norme dichiarate inammissibili dalla presidenza del Senato. Spulciando nel dettaglio dei commi 'depennati' dalla presidenza del Senato, emerge la bocciatura della norma sul riuso dei farmaci per solidarietà sociale. Salta anche la misura per dotare la presidenza del Consiglio di sette nuovi addetti di personale di fuori ruolo non dirigenziale per l'agenda digitale. Via inoltre alla norma che rafforza i poteri del commissario Anas e quella che rafforza i poteri della Consob in ambito internet consentendo la rimozione dei siti irregolari per esempio quelli di trading online.

Tra le altre inammissibilità, arriva lo stop alle modifiche dello Sblocca-Italia per deflazionare il contenzioso Anas; niente restyling per il Consiglio di Stato (con una sezione e un presidente in più), né per il Tar del Lazio (due nuove sezioni). No alle nuove assunzioni alla Corte dei Conti, con 25 nuovi ingressi con la qualifica iniziale di referendario. Stralciata anche la norma sulla cambiale digitale per l'autofinanziamento tra le imprese. Via anche la norma che, nell'ambito dell'educazione civica, introduce nelle scuole anche l'educazione finanziaria ed economica.

M5S - "Siamo molto dispiaciuti per la decisione presa e del comportamento delle opposizioni che dimostrano estrema ignoranza in materia festeggiando con un applauso la cancellazione di questa norma. Questo emendamento, è bene precisare, non riguarda la droga ma va ad incidere sugli agricoltori. In Italia - dice il senatore pentastellato Matteo Mantero - ci sono 3mila aziende che coltivano la canapa, che non delocalizzano e che danno da lavorare a 12mila persone. Quindi l'applauso che le opposizioni hanno fatto in Aula, lo hanno fatto in faccia agli agricoltori italiani. Mi aspetto ora - conclude - che la presidenza del Senato metta in calendario alla prima seduta utile la richiesta di urgenza, sottoscritta da 50 senatori, di modifica del testo sulla canapa industriale".

INTERGRUPPO DEPUTATI-SENATORI - La decisione della presidente Casellati di "dichiarare inammissibile la norma già approvata dalla commissione Bilancio che avrebbe finalmente chiarito la legalità della vendita della canapa con contenuto di Thc inferiore allo 0,5% è gravissima perché l'emendamento era assolutamente attinente alla materia del bilancio, rispondendo alle esigenze finanziarie e produttive di un settore che coinvolge migliaia di produttori e di lavoratori" sottolinea poi in una nota l'Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis, composto da circa 100 tra deputati e senatori di diversi Gruppi. "Troviamo molto scorretto - prosegue il comunicato - l'atteggiamento del presidente del Senato che dovrebbe invece rispettare sempre la terzietà del suo ruolo. A Casellati chiediamo fermamente di rivedere il suo giudizio e salvaguardare l'imparzialità che deve essere propria della seconda carica dello Stato".

SLITTA CDM - A causa del protrarsi dei lavori slitta ancora, per ora alle 21, il Cdm sulla nota di variazione di bilancio, inizialmente in programma alle 15.30. A questo punto, a quanto si apprende, dovrebbe slittare alle 22 anche il vertice di maggioranza a palazzo Chigi.



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