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Pop Bari, l'avvocato dei risparmiatori: "Denunciamo da tre anni, qui tanto dolore"

In corso le perizie legali per le contestazioni in sede civile, prime sentenze attese a inizio 2020

ECONOMIA
Pop Bari, l'avvocato dei risparmiatori: Denunciamo da tre anni, qui tanto dolore

di Vittoria Vimercati


L'avvocato Domenico Romito si occupa della Banca Popolare di Bari da ormai quattro anni. Da quando, nel 2016, una pensionata di 63 anni si è rivolta a lui perché i suoi risparmi di una vita, 43mila euro, investiti in azioni illiquide della banca, erano diventati improvvisamente 33mila, dopo la prima svalutazione decisa dai vertici dell'istituto. "Io non so nemmeno contare, non so cos'ho fatto", diceva la signora, mortificata. Non li poteva riavere indietro, né vendere le azioni.

Oggi quel risparmio vale zero: fine di una storia già scritta, che ricorda molto quella delle banche venete e riguarda quasi 70mila soci che hanno visto 1,5 miliardi di euro investiti in azioni vaporizzarsi in pochi anni. Col tempo, i risparmiatori andati a bussare allo studio dell'avvocato barese, presidente dell'associazione Avvocati dei Consumatori, sono aumentati in modo esponenziale.

"All'inizio - racconta all'Adnkronos - i vertici della banca, e non solo, mi consideravano un marziano. A Bari, mettersi contro la Popolare era come profanare un santuario, contestare un benefattore, una sorta di lesa maestà". Le cose adesso sono cambiate. Romito sta seguendo un centinaio di cause intentate davanti al Tribunale civile di Bari e le prime sentenze dovrebbero arrivare a inizio 2020. "Non saprei quantificare quante sono in tutto le cause aperte e in fase di dibattimento contro la banca. Per quanto riguarda le nostre, quelle aperte sono un centinaio, molte altre sono in preparazione, in attesa della documentazione da parte della banca. Ma ora che il vaso si è scoperchiato aumenteranno".

La sua battaglia procede su un binario parallelo a quello della Procura, che indaga per false comunicazioni sociali, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. L'avvocato lavora perché la banca risarcisca alcuni dei suoi soci più 'fragili' per il mancato rispetto delle regole Consob sul risparmio e la vendita di strumenti a soggetti che non potevano comprendere il rischio del loro investimento. Molte delle cause sono partite un anno e mezzo fa. "Siamo in una fase delicata, quella dell'accertamento tecnico", spiega. Dalla fine dell'estate, i periti nominati dai giudici stanno verificando e accertando i profili di rischio degli investitori e le violazioni contestate, ossia se la procedura di vendita è stata corretta o se è stata 'adattata' all'occorrenza, a seconda del bisogno della banca di reperire capitale. Come avvenne, ad esempio, subito dopo la controversa acquisizione di Tercas, nel 2014.

Il legale è fiducioso sulle decisioni dei giudici. "Oramai conoscono la materia. Ogni caso è a sé, ma molti dei miei assistiti sono persone semplici, senza alcuna conoscenza di natura finanziaria". Ci sarebbero, insomma, prove della 'omessa informazione' sui rischi a cui soci e obbligazionisti sarebbero incorsi comprando titoli non quotati della banca. Tra di loro, c'è chi ha investito in azioni i soldi del Tfr oppure tutti i proventi della vendita di una casa di proprietà. Molti hanno sporto denuncia in sede penale per truffa. "In passato, abbiamo chiesto a Consob e a Procura di intervenire per fare chiarezza su queste pratiche. Stiamo denunciando questi casi dal 2016, alcuni piccoli soci sono rimasti scioccati, hanno perso tutto. C'è molto dolore, molta sofferenza".

Poi, c'è il caso dei cosiddetti 'scavalcamenti' ancora da approfondire. Romito, con gli altri avvocati del team, ha avuto il via libera dal Tribunale per ottenere dalla banca l'elenco delle operazioni di vendita delle azioni a seconda degli ordini.

"Nelle 70mila pagine di registro cronologico è evidente come alcuni soci abbiano avuto un trattamento privilegiato rispetto ad altri che avevano chiesto molto prima di vendere le azioni. C'è ancora molto da chiarire". L'intervento dello Stato e le indagini della Procura hanno dato a qualche socio la speranza di potersi rivalere. "E' un po' come un naufrago che trova un salvagente: adesso può galleggiare, altrimenti sarebbe affondato. Pensiamo che la banca possa superare questo momento critico anche con l'intervento dello Stato, risollevarsi e risarcire i risparmiatori inconsapevoli", sostiene Romito. Il suggerimento del legale agli azionisti della banca che ancora non l'hanno fatto è quello di "inviare immediatamente una raccomandata per contestare il danno subito e costituire in mora la banca".



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