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Tari 2020, ecco cosa cambia

ECONOMIA
Tari 2020, ecco cosa cambia

Foto Fotogramma

Arrivano le nuove tariffe Tari, che i comuni sono chiamati a fissare con le vecchie regole entro il 30 aprile. Dal 2020 sarebbe dovuto scattare il nuovo meccanismo che si basa sul principio Ue 'chi più inquina più paga' ma con il decreto legge fiscale, approvato lo scorso dicembre, è stata concessa una proroga (un'altra) che consentirà agli enti locali di fissare ancora una volta la tassa in base a criterio 'medio-ordinario'.


Secondo uno studio Servizio politiche territoriali della Uil negli ultimi 5 anni si è registrato un incremento della tassa sui rifiuti dell'1,6%, di cui oltre la metà è stato registrato nell'ultimo anno (+0,9%). In media la gabella è arrivata a 302 euro, con forti differenze tra i comuni: a Trapani con 550 euro medi l’anno a famiglia e Potenza con 133,38 euro.

Il decreto legge fiscale prevede che per ''assicurare ai comuni un ordinato processo di deliberazione delle tariffe Tari per l’anno 2020'' il termine entro cui stabilire le nuove tariffe viene fissato al 30 aprile, anziché essere collegato come in passato alla data di deliberazione del bilancio di previsione.

Tecnicamente resterà in vigore la modalità di misurazione che si basa sul criterio 'medio-ordinario', ovvero in base alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, e non sull'effettiva quantità di rifiuti prodotti, ''fino a diversa regolamentazione disposta dall'Arera''. In sostanza, la norma consente ai comuni di adottare i coefficienti, in misura inferiore ai minimi o superiori ai massimi indicati del 50%.

Nel dossier parlamentare che analizza il provvedimento si ricorda che la direttiva della comunità europea, che ormai ha più di 10 anni, fissa la regola secondo cui' chi inquina paga' stabilendo che ''i costi della gestione dei rifiuti sono sostenuti dal produttore iniziale o dai detentori del momento o dai detentori precedenti dei rifiuti''.



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