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Coronavirus, ecco il sentiment degli italiani

ECONOMIA
Coronavirus, ecco il sentiment degli italiani

(Foto Almawave)

di Andreana d'Aquino
C'è "paura" ed è tanta. C'è "tristezza" e non passa. Ma in questo tempo sospeso dal nuovo coronavirus, agli italiani non viene a mancare comunque la "speranza". Anzi, proprio al Nord, là dove il Covid-19 ha spezzato il respiro a migliaia di persone, la voglia di sperare riesce comunque a rubarsi uno spazio fra il terrore e la malinconia. Nell'assordante silenzio e solitudine delle nostre strade deserte, delle nostre case angosciate, ad ascoltare l'animo degli italiani - che parlano di "paura, tristezza, speranza" - sono sofisticati algoritmi di Intelligenza artificiale, tecnologie di Machine e Deep Learning che non temono il Covid-19 e possono incontrare sul web l'arrogante dittatore che impone altre regole alle nostre vite.


La Protezione Civile e l'Iss scandiscono gli ultimi numeri della pandemia: al 28 marzo sono 10mila morti totali, i contagiati schizzati a 3.651 ma anche che in un solo giorno 1.434 sono i guariti, mai così tanti. Dobbiamo stare 'tutti distanti', gli uni dagli altri. Così da settimane gli italiani si incontrano sul web e lasciano ai social il compito di tenerli 'vicini'. Insomma c'è un fiume di tweet e post su Instagram che scorre al 'rumore' del sentiment degli animi "spaventati", carichi di "tristezza" ma sostenuti dalla "speranza". E sono queste le parole chiave della pandemia raccolte da Almawave per descrivere le storie di questi giorni duri attraverso una ricerca scandita dall'analisi di Big Data, che l'Adnkronos ha potuto consultare.

Realizzata con una mole estremamente vasta di conversazioni con oltre 7 milioni di tweet e oltre 60mila post su Instagram, la ricerca della società del Gruppo Almaviva offre un così racconto spontaneo e in presa diretta di come gli italiani - che restano rigorosamente anonimi - stiano attraversando l'emergenza Covid-19. Almawave, che è specializzata in Intelligenza Artificiale, Social Intelligence e in analisi del linguaggio naturale scritto e parlato, ha raccolto tutte le interazioni sul coronavirus lanciate nel web in lingua italiana nel periodo dal 24 febbraio al 26 marzo, insomma nei giorni più shock dell'era italiana del Coronavirus.

La rilevazione dei dati non strutturati (Big Data) e l'analisi delle interazioni realizzati da Almawave hanno preso in considerazione i canali Twitter e Instagram, valutando le conversazioni che riportassero una classificazione di termini - come dire, le parole chiave della pandemia - riferiti a categorie predefinite legate all'argomento. Il report ha compreso una mole estremamente vasta di conversazioni: nel dettaglio si tratta di 7.068.819 tweet e 60.797 post testuali Instagram. E addirittura, per una parte delle conversazioni raccolte, gli analisti di Almawave hanno potuto anche definire la geolocalizzazione. Così di queste 'conversazioni', quasi 3 milioni, il 48% è localizzato nel Nord Italia, il 31% al Centro e il 21% al Sud. Ma a 'raccontare' sul web le emozioni scatenate dal Covid-19 sono state anche oltre 830 mila conversazioni in lingua italiana ma postate dall'estero, da altri paesi sparsi sul pianeta.

Insomma, che cosa è successo nel cuore degli italiani da quanto è scattato #iorestoacasa? Di che cosa parlano i nostri connazionali sui social? La speranza cresce e supera la paura, risponde la ricerca. Il punto di svolta viene registrato il 18 marzo. I sentimenti maggiormente diffusi dall'avvio dell'analisi, il 24 febbraio, sono dunque paura e tristezza. Alla metà di marzo il trend emozionale inizia a modificarsi: la spinta positiva registra un primo picco il 14 marzo, trainata dalle iniziative condivise di socialità: cioè quando arrivano gli applausi alle finestre per medici e infermieri, le canzoni sui balconi. Un cambiamento più marcato al Centro e al Sud piuttosto che al Nord, ancora segnato da troppi contagi e decessi. L’Italia "resiste alla paura, è consapevole e addolorata per la gravità della situazione" ma giorno dopo giorno "fa crescere i sentimenti di speranza" sottolineano gli analisti di Almawave.

Word Cloud, la 'nuvola delle parole', si alza insomma sulle nostre case affollate di emozioni e offre così "un'immagine immediata" delle parole, dei termini maggiormente ricorrenti, proposti nello studio "in una dimensione proporzionale alla frequenza con cui sono usati". Ed a prevalere sono le parole 'positive': incoraggiamento, resistenza, cultura, solidarietà.




L'ad e founder di Almawave Valeria Sandei- "Quanto mai in questa situazione dell'emergenza coronavirus, le tecnologie stanno dando prova di essere un valido supporto per prendere decisioni, per ragionare di percorsi e possibili scenari" e stanno garantendo "inclusione e vicinanza come la Telemedicina, anche a chi è ancora più solo". Ad indicarlo, intervistata dall'Adnkronos, è Valeria Sandei, l'ad e founder di Almawave, la società del Gruppo Almaviva che ha realizzato una complessa ricerca sui social sullo stato d'animo raccontato dai nostri concittadini al tempo del Covid-19. Nell'uso delle nuove tecnologie "c'è Sicuramente -argomenta la manager- il fronte della previsione e prevenzione e dell'uso dei dati per accompagnare e prevenire fenomeni tanto nuovi nella loro drammaticità per noi, e questo sicuramente è uno degli elementi su cui le tecnologie possono aiutare".


"Ma io vedo anche -sottolinea Sandei- l'elemento dell'inclusione, della capacità della tecnologia ad aiutare ad essere vicini a tutti coloro che sono ancora più soli ed isolati di altri". "Penso a tutte le chiamate in Telemedicina, di vicinanza anche in prossimità con chi ha più difficoltà ad affrontare situazione emergenziali di questa natura" aggiunge l'economista. "I dati al servizio del cittadino, della sua vita, anche nel percorso dopo il lockdown dettato dal coronavirus credo che potranno essere degli elementi su cui riflettere tutti in una maniera attenta" sottolinea infine l'amministratore delegato di Almawave.



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