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Xu: "2019 anno straordinario per Huawei, se nuove restrizioni penso contromisure"

ECONOMIA
Xu: 2019 anno straordinario per Huawei, se nuove restrizioni penso contromisure

(Romuald Meigneux/Sipa / Ipa/Fotogramma)

"Un anno straordinario per Huawei" che ha creato valore e fatto progressi nel 2019, anche in termini di fatturato in crescita del 19,1% sull'anno precedente a 123 miliardi di dollari e un utile netto di 9 miliardi, "nonostante l'enorme pressione esterna". E' il presidente del gigante cinese delle forniture tecnologiche, device, reti, Eric Xu, a parlare così da Shenzen riferendosi al pressing Usa che da ultimo potrebbe comprendere nuove restrizioni, come bloccare l'accesso di Huawei alle forniture di Taiwan Semiconductor Manufacturing, il più grande produttore mondiale di chip.


"Penso che il governo cinese non starà a guardare" e potrebbe adottare "contromisure", spiega Xu nella conferenza stampa trasmessa in streaming. Se l'auspicio è che l'industria globale possa "lavorare insieme" più prosaicamente il chairman invita "a non aprire il vaso di Pandora: vedremmo risultati catastrofici sul'industria globale. Non un solo player nel mondo ne sarebbe immune".

In Italia la questione relativa alla sicurezza è ancora “aperta” anche se il nostro governo non ha attuato nessun 'ban': di certo "il Copasir coglie continuamente l’occasione per ribadire il proprio pensiero", sottolinea il presidente di Huawei Italia Luigi De Vecchis riferendosi alle dichiarazioni dei giorni scorsi, ossia all’allerta lanciata al governo a tutela delle aziende e delle infrastrutture strategiche nazionali.

“Abbiamo sempre rigettato le accuse sulla nostra tecnologia e i rapporti fra il Gruppo e il governo cinese e più volte messo a disposizione del Copasir il testo originale della legge cinese che non si applica al di fuori dei confini della Cina" sottolinea De Vecchis. "Il governo italiano ha risposto con il perimetro cibernetico: non risolve il problema ma l’Italia ha preso coscienza di un problema, quello degli attacchi hacker da cui nessuno è esente”.

Intanto Huawei, nonostante sia impossibile stimare precisamente l'impatto dell'emergenza coronavirus , conferma gli investimenti da 3,1 miliardi per l’Italia."Quando ci sono turbolenze un'azienda o chiude o continua a investire per mantenere la leadership e continuare a competere: noi al momento non recediamo da questa posizione, gli investimenti erano stati pensati in un clima diverso ma rimangono inalterati e come avete sentito anche dal presidente Xu non intendiamo abbassare la guardia", afferma De Vecchis.

Sullo sviluppo del 5G "non abbiamo l'impressione di un rallentamento di roll out. Sono le condizioni di contorno che rallentano. Ma come capacita' di realizzare la rete c'è tutta e non è stata intaccata'' sottolinea il numero uno di Huawei Italia. Forniture per le società di tlc ma anche faro sul prodotto con il lancio di uno store proprietario di e-commerce, lo Huawei Store. "Il nuovo store è a nostro uso e consumo - spiega De Vecchis - l'obiettivo è quello di aiutare i nostri partner e i nostri clienti a semplificare le relazioni con noi" ancora più "sviluppando il dialogo online in questo momento" caratterizzato dall'emergenza coronavirus.



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