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Coronavirus, crolla il mercato dell'auto: -85%

ECONOMIA
Coronavirus, crolla il mercato dell'auto: -85%

(Fotogramma)

L'impatto - atteso - dell'emergenza coronavirus fa sprofondare il mercato dell'auto a livelli non più toccati da decenni. I dati appena diffusi dalla Motorizzazione mostrano nel mese appena concludo l'immmatricolazione di appena 28.326 autovetture, pari a un calo del 85,42% rispetto allo stesso mese del 2019, quando le auto vendute furono 194.302.


Evidente la differenza anche con il mese di febbraio 2020 quando le immatricolazioni sono state quasi sei volte superiori e pari a 163.047 autovetture. Crollo - anche se di dimensioni inferiori - anche per il mercato dell'usato con 142.230 trasferimenti di proprietà  pari a -62,33% rispetto a marzo 2019 (allora furono 380.227). 

Nel mese di marzo 2020 il volume globale delle vendite (171.556 autovetture) ha dunque interessato per il 16,51% auto nuove e per il 83,49% auto usate. Il dato di marzo incide profondamente sui risultati del primo trimestre che ha visto in totale 347.193 autovetture immatricolate, con una diminuzione del 35,47% rispetto al periodo gennaio-marzo 2019, durante il quale ne furono immatricolate 538.067. 

Con le 28.326 unità di marzo, sottolinea il Centro Studi Promotor, le immatricolazioni di autovetture in Italia sono tornate a un livello paragonabile a quelli dei primi anni '60 del secolo scorso quando il processo di motorizzazione di massa nel nostro Paese stava muovendo i primi passi. Una inchiesta del Csp a fine marzo sui concessionari evidenzia un quadro assolutamente allarmante con previsioni per i prossimi mesi "di cali analoghi o superiori fino a che durerà l'emergenza". "La quasi totalità degli interpellati denuncia una caduta verticale nell'acquisizione degli ordini e si attende mercato in forte calo nei prossimi mesi, mentre l’indicatore di fiducia dei concessionari, determinato dal Centro Studi Promotor, crolla da 25,10 di febbraio a 4,30 di marzo". "Per fare una previsione sul possibile andamento dell’intero 2020 occorre prevedere quando l'emergenza finirà, operazione che, in questo momento, appare assolutamente azzardata. E' lecito comunque ritenere che il calo del mercato dell'auto nel 2020 sarà comunque veramente severo e dipenderà sia da come verrà affrontata l'emergenza nei prossimi mesi sia dalle misure che si adotteranno per rilanciare la domanda a emergenza finita". Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, "è comunque assolutamente necessario che i pubblici poteri intervengano immediatamente per scongiurare il rischio che la filiera della distribuzione dell'auto subisca danni irreversibili. In particolare, come ha affermato con assoluta chiarezza Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, i concessionari hanno assoluto bisogno di un'immediata iniezione di liquidità per evitare il dissesto di moltissime aziende, dato che la distribuzione di un prodotto costoso come l'auto, ma con margini limitati, comporta un grande impegno finanziario".



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