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Coronavirus, Le Maire: "Attivare Mes senza condizioni eccessive"

ECONOMIA
Coronavirus, Le Maire: Attivare Mes senza condizioni eccessive

Foto AFP

"Il Mes è stato creato per far fronte ad una crisi. Siamo di fronte ad una crisi grave e profonda. Bisogna attivare il Meccanismo europeo di stabilità senza aggiungere condizionalità che potrebbero essere percepite come provocazioni da parte di alcuni Stati membri e che non sono necessarie all'attivazione del Mes". Ad affermarlo è il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri transalpini.


"Il Mes permetterebbe di sbloccare 250 miliardi di euro di cui abbiamo bisogno" in questa fase, sottolinea Le Maire. "Penso che possiamo arrivare ad un accordo senza aggiungere condizioni eccessive", aggiunge ancora ribadendo che "con il mio omologo e collega Olaf Scholz metteremo tutto il nostro peso per raggiungere ad un accordo domani. Francia e Germania durante la trattativa hanno adottato le stesse posizioni. Siamo d’accordo sulla necessità di avere un pacchetto globale e massiccio" di misure per far fronte alla crisi scatenata dall'emergenza Coronavirus.

L'attivazione del Meccanismo europeo di stabilità, rileva Le Maire, è uno dei 4 pilastri necessari in questa fase per far fronte all'emergenza coronavirus. Oltre all'attivazione del Mes, sul tavolo c'è anche la Bei. "La Banca europea per gli investimenti - spiega il ministro francese - ci permetterà di sbloccare risorse aggiuntive" e su questo punto "un accordo globale sembra delinearsi". Si parla, rileva, "di investimenti possibili e di prestiti ulteriori per le imprese di circa 200 miliardi di euro".

Il terzo pilastro "è il dispositivo di finanziamento della disoccupazione parziale" proposto dal presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. "Costerà molto ma sarà un investimento" e "penso che Sure sia una misura positiva": vale "circa 100 miliardi di euro" e "sosteniamo totalmente questa proposta di von der Leyen", sottolinea Le Maire.

Il quarto pilastro, infine, "è il fondo di rilancio" e "siamo d’accordo con la Germania e con altri Stati membri di avere questo fondo per poter finanziare spese molto concrete. Dobbiamo finanziare gli ospedali, dei settori industriali come quello automobilistico o il trasporto aereo; dobbiamo continuare ad investire nelle nuove tecnologie, nella 5g per non prendere ritardo rispetto alla Cina e agli Usa. Questo fondo servirà a questo: al rilancio europeo per restare al livello delle grandi potenze mondiali. E' una sfida strategica. E siamo d’accordo con la Germania sulla necessità di attivare questo fondo di rilancio”. E per finanziarlo, osserva, "lo strumento giusto è quello di fare debito insieme con delle obbligazioni. E' una scelta giudiziosa quella di poter fare un prestito collettivamente per una durata limitata e per raggiungere questo obiettivo". Oggi, conclude, "avrò altri contatti con i miei omologhi europei per arrivare ad un accordo domani".



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