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Coronavirus, in arrivo il terzo decreto economico

ECONOMIA
Coronavirus, in arrivo il terzo decreto economico

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E' atteso per la prossima settimana il terzo decreto 'economico' del governo - dopo il dl Cura Italia e il dl Liquidità - chiamato a prolungare e migliorare misure di marzo e varare interventi ex novo come il pacchetto enti locali con l'ipotesi di stop al pagamento Imu per due mesi, il progetto di slittamento a plastic e sugar tax, il reddito di emergenza per chi è rimasto fuori dalla prima tornata di sussidi. Per il via libera al provvedimento il Cdm dovrà anche approvare un secondo scostamento del deficit da sottoporre al via libera del Parlamento visto che con il dl 'marzo' l'esecutivo ha usato tutto il margine disponibile.


Tradotto in termini di deficit-pil, il rapporto del 3,6% del dl Cura Italia con una manovra da 30 mld tutta in deficit salirebbe al 5,4% circa. E via dicendo, l'asticella salirebbe se il governo aumentasse lo stanziamento facendo leva solo sul disavanzo: un 'bazooka' da 60 mld tutti in deficit equivarrebbe quindi ad un deficit-pil oltre il 7%. Ad ogni modo, al momento, si tratta di stime e simulazioni soggette a numerose variabili. Innanzitutto una crescita inferiore alle attese impatterebbe il denominatore facendo salire ulteriormente il disavanzo. Ma allo stesso tempo, la possibilità di ricorrere ai circa 11 miliardi di fondi europei del budget 2014-2020 non ancora spesi potrebbe ridurre l'onere sul deficit. Bisognerà vedere nei prossimi giorni come verranno bilanciate le due voci (deficit e fondi Ue) e sul tutto inciderà la nuova stima di crescita, da inserire nel Documento di economia e finanza atteso al varo subito dopo o insieme al decreto.

Le risorse del dl 'aprile' saranno destinate a rifinanziare la Cig universale per questo mese e a rinnovare e rialzare a 800 euro del bonus autonomi, attesi 200 euro in più rispetto ai 600 euro di marzo.

Tra le misure da introdurre ex novo dovrebbe vedere luce il reddito di emergenza da 400-500 euro sostenuto dai pentastellati in favore di quanti rimasti fuori dalle misure di marzo: badanti e colf e tutta una galassia che andrà sotto la categoria lavoro saltuario con un escamotage per affrontare il vulnus dei lavoratori in nero, circa 3,7 milioni di persone attive per lo più al Sud, prive di ogni tutela e rimaste a secco per le restrizioni alla mobilità delle misure contro il coronavirus.

Il governo lavora anche ad un pacchetto Enti locali: tra le ipotesi su questo fronte il congelamento del pagamento dell’Imu e della Tasi di aprile e maggio, prevedendo per i Comuni più in difficoltà l’intervento di un fondo ad hoc per la garanzia pubblica. Nel cantiere del governo anche il progetto di slittamento di plastic e sugar tax a gennaio 2021 e la possibile estensione del credito d'imposta sugli affitti oggi previsto per botteghe e negozi anche ad hotel, ristoranti e bar.



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