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Coronavirus, sanificazione: l'impatto del lockdown e i consigli per scegliere

L'imprenditore, 'è una filiera, per lavorare bene devono lavorare tutti. Scegliere sempre professionisti certificati'

ECONOMIA
Coronavirus, sanificazione: l'impatto del lockdown e i consigli per scegliere

Sanificazione in primo piano, un settore che adesso diventa centrale ma anche su questo il lockdown ha avuto e continua ad avere impatti importanti. “Lavoriamo con i migliori prodotti e mezzi meccanici sul mercato che però ora sono difficili da trovare, perché le aziende più grandi, anche di componenti, sono nel Veneto e sono parzialmente o completamente ferme. Un esempio? Abbiamo fatto un ordine che doveva arrivare a maggio e invece arriverà a metà luglio. Non vorrei fare polemiche ma siamo arrabbiati perché per fornire questo servizio, abbiamo bisogno che lavorino tutti. Bloccare una parte delle attività produttive alla fine si è tradotto nel bloccare tutto, perché questa è una filiera. E' difficile andare avanti così”. Lo spiega all’AdnKronos Adriano Marchi, titolare della AM Verde 2000 srl, azienda che dal 1985 si occupa di igiene ambientale effettuando disinfestazioni, derattizzazioni e sanificazioni in enti pubblici, privati ed enti religiosi.


Attiva in particolare su Roma, dove lavora per istituti religiosi, ministeri, ambasciate, da Villa Madama al comando generale della Guardia di Finanza, l’azienda è stata subito subissata dalle richieste, e in questo ha dimostrato flessibilità per far fronte alla situazione: “Il lavoro è cambiato, così abbiamo dovuto mettere in secondo piano la parte disinfestazione e verde per lavorare sulla sanificazione. Ora riparte anche la cura del verde perché se c’è una cosa che non si è fermata è la natura, le piante sono cresciute e con il caldo che ha fatto è avvenuto in modo eccezionale. Quello che normalmente succede a maggio lo ha fatto ad aprile”.

Il consiglio per chi richiede un intervento di sanificazione? “Ci vogliono ditte specializzate che garantiscano l’utilizzo corretto dei prodotti giusti, ci vuole tanta professionalità - risponde Marchi - Dove c’è il lavoro, spesso c’è anche improvvisazione e in questo settore l’improvvisazione non va bene, le ditte devono essere specializzate e certificate. Noi, tra le altre, abbiamo anche la certificazione ambientale che certamente ha un costo, ma l’abbiamo fatta”.

E poi, ricordarsi che ci sono gli incentivi, che oggi più che mai sono fondamentali: “Il decreto legge del 17 marzo 2020, il decreto Cura Italia, riconosce un credito d’imposta al 50% delle spese di sanificazione degli ambienti di lavoro fino a un massimo di 20mila euro, sono fondamentali altrimenti una piccola attività non ce la fa”.



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