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Ikea riapre 21 store in Italia: "Sicurezza è priorità"

ECONOMIA
Ikea riapre 21 store in Italia: Sicurezza è priorità

(Afp)

Riapertura da ieri per i 21 punti vendita Ikea in tutta Italia. "La nostra priorità principale -racconta in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia Asunta Enrile, country retail manager &Cso Ikea Italia- è sempre quella di agire nel migliore interesse delle persone, e non assumiamo rischi per la salute e la sicurezza dei co-worker e dei clienti. Per questo, con la riapertura sono implementate tutte le misure di sicurezza per garantire che tutti si sentano sicuri, stiano essi lavorando o facendo acquisti. Abbiamo una priorità ben chiara: la sicurezza".


Quindi negozi 'riorganizzati' con obiettivo sicurezza. "Queste misure -aggiunge Enrile- includono, per esempio, procedure igieniche rafforzate e il potenziamento di misure per il distanziamento fisico, reso possibile da controlli rigorosi del numero di visitatori presenti in negozio. È importante però ricordare che la sicurezza è una responsabilità condivisa. Per questo invitiamo anche i nostri clienti a fare la loro parte nel limitare la diffusione del virus ascoltando le linee guida del governo, rispettando le norme igieniche, mantenendo il distanziamento sociale", sottolinea la manager della multinazionale svedese.

Un nuovo passo in un'emergenza che anche per Ikea dura da oltre due mesi e mezzo. "Ikea -racconta Enrile- ha chiuso i suoi store a partire da 12 marzo, in ottemperanza al Dpcm dell’11 marzo con cui il governo ha adottato misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale".

"Tutto il mondo sta vivendo -spiega la manager della multinazionale Ikea- una situazione eccezionale e senza precedenti, in cui ogni giorno abbiamo dovuto imparare ad affrontare sfide nuove. Il pensiero va, innanzitutto, a tutte le persone che sono state colpite direttamente o nei propri affetti dal virus ma anche a tutti quelli che sono in prima linea per aiutare chi ne ha più bisogno.In generale, il coronavirus ha avuto un impatto su ognuno di noi – come individui, membri di famiglie, colleghi, imprese – e tutti siamo consapevoli che, anche quando saremo fuori dall’emergenza, dovremo confrontarci a lungo con una nuova normalità".

Nuova normalità che nelle settimane a venire riguarderà anche il colosso svedese. "Questo discorso vale anche per Ikea: sin dall’inizio dell’emergenza -sottolinea Enrile- la nostra priorità è stata tutelare la salute dei nostri clienti e dei nostri co-worker, come ci chiamiamo tra di noi in azienda. A seguito delle misure governative abbiamo chiuso al pubblico i nostri 21 store e riorganizzato anche il lavoro dei nostri co-worker che lavorano negli uffici e nel servizio clienti. Abbiamo anche deciso, volontariamente, di chiudere il nostro centro logistico di Piacenza per alcune settimane, prendendoci il tempo necessario per valutare l’evolvere della situazione e garantire le misure di sicurezza per co-worker e fornitori",rimarca.

Precauzioni che non hanno però bloccato l'attività economica dell'azienda nel nostro Paese. "Posso dire con orgoglio, però, che in queste settimane -spiega- non ci siamo mai fermati e abbiamo continuato a incontrare molti dei nostri clienti attraverso i canali online. Li abbiamo seguiti e supportati grazie al digitale e al lavoro e alla passione dei nostri co-worker e non vediamo l’ora di poterli riaccogliere nei nostri store, dove abbiamo preparato tutte le misure di sicurezza necessarie".

Certo le perdite economiche per l'emergenza non sono mancate. "Con i 21 store non operativi per quasi 10 settimane le nostre vendite sono state di certo colpite. Tuttavia, abbiamo continuato ad offrire i nostri prodotti e le nostre consulenze ai nostri clienti grazie ai canali digitali. Adesso abbiamo riaperto ed è ancora presto per fare previsioni o commentare sull’impatto totale sul business. Quel che è certo è che, soprattutto durante i momenti di crisi, bisogna saper trovare nuove soluzioni e adattarsi ai nuovi bisogni. Ikea lo sta facendo e siamo pronti per essere al fianco degli italiani anche in questa nuova normalità", annuncia Enrile.

In questi mesi l'emergenza ha colpito Ikea anche in altre parti del mondo, ma l'obiettivo delle multinazionali è stato quello di non lasciare soli i propri collaboratori. "Il nostro business è stato certamente impattato e la maggior parte dei nostri store a livello globale sono rimasti chiusi, a partire da quelli in Cina, da fine di gennaio. Il nostro impegno, sin dalla prima fase dell’emergenza, è stato quello -sottolinea Enrile- di garantire il maggior supporto ai nostri co-worker, assicurando la stabilità del reddito a tutti i nostri colleghi in tutti i paesi".

"Per questo motivo, Ikea Italia e le organizzazioni sindacali nazionali, insieme ai rappresentanti sindacali dei punti vendita, hanno siglato un accordo -sottolinea Enrile- per richiedere l’accesso alla Cassa integrazione guadagni in deroga (cigd), prevista dal Decreto 'Cura Italia', fino al 12 maggio compreso, per far fronte alla situazione straordinaria di chiusura al pubblico dei nostri store, conseguente alle misure approvate nei mesi scorsi da Governo e Regioni. Ikea, in accordo con le organizzazioni sindacali, ha inoltre messo a disposizione ulteriori strumenti, come la possibilità per i co-worker di chiedere anticipatamente i ratei di tredicesima, quattordicesima e il tfr per assicurare loro la liquidità. Inoltre, ci siamo presi cura dei propri co-worker anche dal punto di vista della formazione, fornendo a tutti l’accesso su base volontaria a strumenti digitali di sviluppo delle proprie competenze", aggiunge.

L'azienda ha utilizzato anche nuove modalità di lavoro per i dipendenti. "Si, alcuni dei nostri co-worker stanno lavorando in modalità smart working, in particolare gli uffici del Service Office e, in gran parte, del customer service. Da aprile siamo stati in grado anche di offrire ai clienti i nostri servizi di progettazione lavorando da casa", spiega Enrile.

Ma l'emergenza coronavirus ha messo in evidenza altre esigenze dei lavoratori. "Infine, nel rispetto dei propri valori e con l’obiettivo di prendersi cura anche del loro benessere e della loro salute, Ikea ha offerto ai propri co-worker un sostegno psicologico dedicato e assicurato una copertura sanitaria per le eventuali spese legate al Covid-19. Ora stiamo entrando in una nuova fase e ci stiamo preparando per il futuro, con la riapertura dei negozi e il ritorno al lavoro dei nostri co-worker, tutelati dall'adozione di tutte le necessarie misure di sicurezza previste da normativa e protocolli. In virtù di ciò, ad oggi abbiamo deciso di non ricorrere ulteriormente alla cassa integrazione", aggiunge Enrile.

E nella nuova fase di questa emergenza Ikea punterà sull'innovazione per garantire più sicurezza. "L’obiettivo di IKEA è quello di essere ancora più accessibile, conveniente e sostenibile, attraverso il rafforzamento della strategia omnicanale che integra punti vendita fisici con lo sviluppo del digitale. Abbiamo messo a punto alcune novità in questa direzione: grazie all’applicazione ufirst sarà possibile prendere virtualmente il numero per la fila e monitorare, ovunque ci si trovi, l’avanzamento della coda da remoto, un sistema pratico e sicuro che testeremo negli store di Corsico e San Giuliano Milanese", spiega Enrile.

Secondo la manager "un ulteriore modo di essere vicini ai nostri clienti è il lancio che ci apprestiamo a fare nelle prossime settimane di un’applicazione che permetterà ai nostri visitatori di gestire direttamente dal proprio smartphone tutto il processo d’acquisto con un’interfaccia semplice ed intuitiva; già da alcune settimane è disponibile il servizio di progettazione personalizzata da remoto, con un consulente esperto che sulla base delle esigenze e delle preferenze del cliente, realizza il progetto in videochiamata, illustrandolo in dettaglio e perfezionandolo insieme, per poi procedere all’acquisto".

"Per soddisfare una domanda crescente e offrire ai clienti tempistiche express, Ikea -spiega- ha implementato nuove modalità per i servizi di consegna, che permettono di evadere gli ordini a partire da due giorni dalla loro realizzazione. Ha così preso via il test per la spedizione dei prodotti direttamente dai negozi. Il servizio non sostituirà quello già in essere, dai magazzini centrali di Piacenza e Riano, ma contribuirà ad una maggiore efficienza", aggiunge.

Tante novità che influiscono anche sull'organizzazione del lavoro. "Sì, certamente molte cose sono cambiate. Come tutte le aziende anche noi analizziamo ogni singolo aspetto del nostro business per capire come possiamo adeguarci alla nuova realtà e, quindi, alle necessità e ai bisogni dei clienti. Con questo spirito di adattamento abbiamo potenziato la nostra rete di e-commerce, ampliato l’offerta sul nostro sito, nonché rafforzato le potenzialità del servizio click&collect".

L'emergenza coronavirus ha accelerato le innovazioni. "Le innovazioni di questi mesi ci hanno permesso di imparare molto. Cambiamenti -sottolinea- che prima pensavamo avrebbero richiesto molto più tempo si sono concretizzati nel giro di poche settimane e di questo faremo tesoro, continuando a investire su innovazione e digitalizzazione. Alcune cose, però, non cambieranno mai! Continueremo a stare vicini ai nostri clienti nei nostri store e nelle loro case, con l’obiettivo di rendere migliore la loro vita quotidiana. In Ikea diciamo spesso che siamo fatti per cambiare: un motto che stiamo mettendo in pratica oggi più che mai", spiega ancora Enrile.

Ma l'obiettivo di Ikea in questi mesi è stato anche quello di supportare più possibile la solidarietà. "Come abbiamo raccontato recentemente con un video-racconto, in questi mesi in cui il mondo fuori sembrava in pausa, la vita in casa -spiega Enrile- non si è mai fermata. E neanche noi. Come azienda che ha il privilegio di entrare in milioni di case, abbiamo sentito il dovere di fare tutto il possibile per dare il nostro supporto in un momento così difficile. Il Gruppo Ingka ha stanziato 26 milioni di euro per permettere ai 30 paesi in cui è presente di intervenire immediatamente con beni di prima necessità - mobili, mascherine, guanti, letti, coperte, cibo e giocattoli - in soccorso alle comunità locali e alle fasce di popolazione più fragili e colpite, e per aiutare il personale tecnico-sanitario in prima linea".

"In Italia, abbiamo voluto aiutare persone anziane e famiglie bisognose delle aree più colpite -sottolinea- donando il cibo dei nostri store, attraverso varie Ong tra le quali Banco Alimentare, e abbiamo pensato a chi una casa non ce l’ha, sostenendo le associazioni Onds/Binario95 e Spazio Aperto nell’arredo e nella sanificazione di dormitori e mense destinati ad accogliere i senzatetto. Con la speranza di sovrastare i silenzi delle terapie intensive e regalare un po’ di conforto ai pazienti, inoltre abbiamo donato 160 dei nostri speaker SYMFONISK a 4 ospedali lombardi del Gruppo San Donato e ad alcuni ospedali di Parma".

"Abbiamo inoltre aiutato chi è in prima linea donando le nostre tensostrutture Better Shelter – una soluzione per le aree di triage, il deposito di beni di prima necessità e le aree ristoro e riposo – alla Protezione Civile in Emilia Romagna, sostenendo con il nostro range la realizzazione di ospedali da campo in Liguria, Emilia Romagna e Toscana e aiutando con una donazione Medici senza Frontiere. E siamo pronti a continuare con il nostro impegno, per sostenere le vittime e gli eroi di questa emergenza – con una particolare attenzione alle nuove generazioni", conclude Enrile.



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