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Gentiloni: "Basta con fiscalità aggressiva in Ue"

ECONOMIA
Gentiloni: Basta con fiscalità aggressiva in Ue

Immagine di repertorio (Afp)

Per l'Ue "guardando al futuro, i nostri obiettivi di investimento e di riforme devono rimanere concentrati sul successo del Green Deal e della transizione digitale e per assicurare equità sociale. Questo significa che tutti devono pagare la loro giusta quota: non può esserci posto per la pianificazione fiscale aggressiva in un'Europa di solidarietà e di equità". Lo sottolinea il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni aggiungendo: "Una volta che la politica di bilancio si normalizzerà, sarà vitale evitare di commettere gli errori fatti in passato: nel consolidamento di bilancio di dieci anni fa, la prima vittima sono stati gli investimenti. Ripetere questo approccio significherebbe sacrificare le nostre priorità di lungo termine".


Nell'Ue oggi una "politica" economica "espansiva è assolutamente necessaria per rispondere a questa crisi senza precedenti", ha detto ancor Gentiloni parlando alle tv italiane a Bruxelles. "Credo che sia la prima volta in dieci anni - continua - in cui le raccomandazioni vanno tutte nella medesima direzione, incoraggiano cioè i diversi Paesi membri a reagire alla crisi che abbiamo di fronte, rafforzando i sistemi sanitari, cercando di evitare conseguenze sul piano occupazionale e cercando di ridare fiato all'economia". "Non raccomandazioni differenziate da Paese a Paese, a seconda delle situazioni di bilancio, ma raccomandazioni generalizzate di avere una politica espansiva" per combattere la cris. Perché a livello Ue "bisogna almeno imparare le lezioni che le grandi crisi" come quella provocata dalla pandemia di Covid-19 "ti sbattono in faccia. E una di queste lezioni è che la sanità ha bisogno, non solo di spesa naturalmente, anche di qualità, ma non può rimanere indietro".

Nelle raccomandazioni specifiche per Paese per il 2020 e 2021 presentate stamani, osserva il commissario, "ci sono alcune costanti. Mi piace sottolineare che tra queste costanti c'è l'invito che la Commissione fa a tutti i Paesi membri di moltiplicare gli impegni per le spese per la sanità pubblica".

Il Recovery Plan "non fornirà" al semestre europeo "denti" per mordere, "ma sicuramente una potenza di fuoco e questa potenza di fuoco sarà connessa di sicuro alle priorità" individuate a livello Ue. "Questo non significa avere denti nella sorveglianza, ma che abbiamo strumenti comuni e che tentiamo di utilizzarli per priorità comuni e condivise", ha concluso.



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