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Rivoluzione comunicazioni, App radar nello smartphone e appare il 6G

I pionieri di Attract puntano su tecnologie del futuro, tra 10 anni sarà una realtà

ECONOMIA
Rivoluzione comunicazioni, App radar nello smartphone e appare il 6G

(Foto ATTRACT)

Immagina un'app radar sul tuo smartphone in grado di generare rapidamente una mappa di qualunque edificio in cui ti trovi e capace di mostrarti dove ti trovi e cosa ti circonda. E' l'orizzonte a cui sta mirando un team di ricercatori visionari che vede scienziati dell'Università di Bologna lavorare al fianco di studiosi della Commissione francese per le energie alternative e l'energia atomica (Cea). Un orizzonte che si presenta come l'alba del 6G. E' "una tecnologia che potrebbe diventare realtà nel prossimo decennio" scandisce Davide Dadari, professore associato di ingegneria elettrica a Bologna, e principal investigator del progetto Primeloc.


Ma la App del futuro è solo una delle sette tecnologie di comunicazione rivoluzionarie supportate da Attract, il consorzio finanziato dall'Ue con un tesoretto di 20 milioni di euro e guidato dal Cern che - grazie a 'cervelli pionieri' e 'industrie all'avanguardia' - spinge l'acceleratore su progetti tecnologici e idee visionarie perché si trasformino in realtà. Con questa vision, Attract ha infatti già erogato fondi per 100.000 euro ciascuno a oltre 170 progetti di rilevamento e imaging in più di 30 categorie, di cui la tecnologia di comunicazione non è che una 'stella del firmamento' di innovazioni in incubazione fra le fila del progetto europeo Attrac che è sostenuto da un consorzio di 9 partner e che vede ben 30 studi italiani o progettati da ricercatori del nostro Paese.

Dadari, Principal investigator del progetto Primeloc per l'app futuribile che entrerà nei nostri cell, spiega che si sta lavorando con una tecnologia sperimentale per dimostrare ciò che potrebbe essere possibile in futuro, se le antenne dei telefoni cellulari diventassero così piccole da poterne inserire centinaia in un unico dispositivo. La costruzione della prossima generazione di infrastrutture 5G è attualmente in corso, ma Dadari afferma che "probabilmente dovremo aspettare fino all'era 6G prima che gli smartphone trasportino antenne abbastanza sofisticate da poter essere utilizzate per il radar".

Un altro progetto a cui sta puntando Attract é sviluppare un radar che possa aiutare le auto a guida autonoma a "vedere" nella fitta nebbia. Questi veicoli rilevano infatti oggetti utilizzando fotocamere e software di riconoscimento delle immagini che però, come accade agli occhi dell'uomo, non riescono a mettere a fuoco bene un'immagine quando la visibilità è scarsa. Problema che non tocca un radar, ma il monitoraggio preciso della direzione di oggetti in rapido movimento con il radar attualmente richiede costose antenne di tipo militare che non sono adatte per un'auto civile.

Qui scende in campo Sinatra, il progetto di Attract che punta a realizzare antenne per il rilevamento della direzione avanzate che possono essere integrate in modo economico nei circuiti stampati (Pcb). Anche Sinatra, come Primeloc, è un progetto di ricerca visionario che parla molto italiano. Il problema è che le antenne PCB nelle auto di oggi non sono molto brave a seguire la direzione. "Non possono dare questa risoluzione angolare - spiega Matteo Albani, professore associato di ingegneria elettromagnetica a Siena- perché é come guardare attraverso un vetro appannato" e le "uniche alternative attuali sono pali di metallo "generalmente ingombranti, pesanti e costosi, ma molto performanti".

Sinatra frutto dello sforzo congiunto tra l'Università di Siena e l'Ecm, società italiana che produce apparecchiature elettriche per le ferrovie tanto che lo studio, rivelano da Attract, punta anche utilizzare la tecnologia per rilevare persone e ostacoli sui passaggi a livello.

(di Andreana d'Aquino)



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