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Coronavirus, Upb: nel 2020 stima Pil a -10,4%

ECONOMIA
Coronavirus, Upb: nel 2020 stima Pil a -10,4%

(Fotogramma/Ipa)

Nel 2020 il prodotto interno lordo dovrebbe registrare una contrazione del 10,4%, ''decisamente attenuata dalla politica di bilancio, che avrebbe sostenuto il Pil per circa 2,5 punti percentuali''. Lo rileva l'Ufficio parlamentare di bilancio nella nota sulla congiuntura di agosto. Nel 2021, l'attività economica risulterebbe in aumento del 5,6% ma l'incremento ''non sarebbe tuttavia sufficiente a riportare i livelli produttivi su valori prossimi a quelli registrati prima dell'inizio della pandemia. Il livello del prodotto lordo sarebbe inferiore a quello del 2019 per circa cinque punti percentuali (anche in termini nominali)''.


Dopo un primo trimestre già in decisa flessione del Pil (-5,4% in termini congiunturali), nel secondo trimestre la contrazione risulta ''più che doppia''. Nel 2020 la variazione acquisita del Pil è pari a -14,3%. E' L'Ufficio parlamentare di bilancio a stimare l'andamento del prodotto interno lordo annuale, rispetto al 2019, in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno.L'economia italiana nel secondo trimestre ''è crollata'', in linea con l'area dell'euro. ''Nel nostro Paese -osserva l'Upb- la contrazione dell'attività economica ha riflesso la perdita di produzione in tutti i maggiori settori''. L'Italia è stato uno dei primi paesi in Europa a essere colpito dalla pandemia Covid-19 ed ''è ora alle prese con un difficile recupero''. Il calo del Pil ''risulta pressoché in linea con quello dell'area dell'euro (-12,1%), a fronte di una caduta più contenuta in Germania (-10,1%) e più forte in Francia (-13,8%) e in Spagna (-18,5%). La nota sulla congiuntura di agosto, spiega l'Upb, analizza sulla base dei più recenti indicatori disponibili gli sviluppi della recessione in corso, ''senza precedenti'', sia sul quadro macroeconomico internazionale sia sull'Italia.

L'indebitamento netto nel 2020, dopo la stabilizzazione ottenuta nel 2019 al 134,8 per cento, ''dovrebbe superare il 160% nel 2020, per poi ridursi leggermente nel 2021 grazie al ritorno alla crescita del prodotto, ma rimanendo comunque al di sopra del 160% del Pil''.

Indipendentemente dalle ipotesi adottate, ''lo scenario di medio termine appare circondato da un'incertezza straordinariamente elevata, con rischi prevalentemente orientati al ribasso sia sul quadro internazionale sia sugli equilibri finanziari''. E' quanto afferma l'Ufficio parlamentare di bilancio nella nota sulla congiuntura di agosto, dove analizza la recessione in corso, ''senza precedenti'', sulla base dei più recenti indicatori disponibili, sia sul quadro macroeconomico internazionale sia sull'Italia. ''Non si può escludere un ulteriore indebolimento del contesto internazionale, connesso alla diffusione dei contagi in corso'', osserva Upb. Inoltre, anche quando il virus sarà controllato e l'economia mondiale si riporterà su un sentiero di crescita stabile, ''eventuali sfasamenti tra le fasi cicliche dei diversi paesi europei potrebbero interagire con la normalizzazione della politica economica, incidendo sui premi per il rischio sovrano richiesti alle economie per le quali il recupero è più lento''. Se tale eventualità riguardasse l'Italia, caratterizzata da uno stock di debito pubblico ulteriormente accresciuto dalla crisi, ''le tensioni finanziarie potrebbero riflettersi in un repentino peggioramento delle attese di crescita'', conclude l'Upb.



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