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Tasse, si va verso il rinvio: cosa c'è da sapere

ECONOMIA
Tasse, si va verso il rinvio: cosa c'è da sapere

Foto Fotogramma

Stop al pagamento delle tasse: la metà di quelle sospese durante il lockdown slitterà a data da destinarsi. La tregua fiscale, spiega laleggepertutti.it, è tra i contenuti più attesi del decreto Agosto. Servirà a dare ossigeno ai contribuenti messi in difficoltà dalla pandemia di Coronavirus e ai settori che più hanno risentito della crisi, come turismo e ristorazione. La proroga della Tosap e della Cosap fino al 31 dicembre è pensata proprio per spingere la ripresa di questi comparti, ma il sostegno passa anche per la partecipazione dello Stato alle spese sostenute dai cittadini che pagano con moneta elettronica.


Si parla inoltre di qualcosa come più di 6,5 milioni di cartelle che l’Agenzia Entrate Riscossione non invierà prima del 15 ottobre, anziché dal primo settembre. Alle aziende in crisi causa Covid, si punta a far pagare le tasse sospese a marzo, aprile e maggio soltanto per la metà; l’altra metà potrebbe essere rinviata al 2021, se non 2022. Una dilazione che, secondo i calcoli del Sole 24 Ore, varrebbe circa 3,8 miliardi di euro.

Sul fronte degli aiuti alle imprese, sempre stando a quanto riporta il quotidiano di Confindustria, si affaccia la possibilità di recuperare da subito l’Iva per crediti non riscossi da imprese entrate in procedure concorsuali. Alle aziende farebbe comodo anche la detassazione in capo ai dipendenti delle erogazioni dei datori di lavoro, richiesta già avanzata nel pieno dell’emergenza.

Nei programmi dell’Esecutivo c’è anche la cosiddetta operazione cashback che prevede di premiare i cittadini che usano più carte di credito e bancomat che contanti. In che modo? Si starebbe ragionando su un nuovo finanziamento da 1,5 miliardi che possa garantire la partenza dal primo gennaio. Chi acquista un qualsiasi bene o paga una prestazione di servizi con carte di debito, di credito o qualsiasi altra forma evoluta di pagamento elettronico avrà uno sconto e si vedrà restituire una quota della spesa. Si discute sui settori di applicazione.

Il Movimento 5S spinge maggiormente sulla ristorazione, per stimolare consumi che hanno toccato minimi storici, proponendo un rimborso del 20% della spesa tramite un’app o direttamente sul conto, con un tetto massimo e operativo da settembre a dicembre, mentre Alessia Morani (Pd) vorrebbe tendere una mano ad abbigliamento, calzature, mobili ed elettrodomestici, anche questi in caduta libera dopo l’emergenza.

Anche la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova vorrebbe un sostegno da un miliardo per i 180mila ristoratori che hanno prodotti made in Italy nei loro menu. Nello specifico, si parla di un finanziamento a fondo perduto di almeno cinquemila euro a ristoratore che sostiene il made in Italy. Poi, il ministro della Cultura Franceschini, vorrebbe un sostegno per stimolare gli acquisti nei centri storici.

Altri 500 milioni di euro potrebbero arrivare per l’automotive, in crisi nera, attraverso nuove risorse per l’ecobonus che trainino gli acquisti di veicoli green.



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