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Besseghini (Arera): "Covid ha aggiunto sfide a nostro impegno regolatorio"

ECONOMIA
Besseghini (Arera): Covid ha aggiunto sfide a nostro impegno regolatorio

(Fotogramma)

Nel 2019 Arera aveva formulato "un importante obiettivo" ovvero "l’impegno a sviluppare una regolazione in grado di contribuire alla riduzione dei divari territoriali che nel nostro Paese, purtroppo, caratterizzano l’accesso ai servizi pubblici. L’emergenza COVID19 ha aggiunto nuove sfide a quell’obiettivo" ma "i servizi di pubblica utilità che questa Autorità regola e che hanno garantito la continuità della vita sociale durante la fase di lockdown, sono (e saranno) il fulcro della ripresa delle attività produttive". Lo sottolinea, nel suo intervento presso la sala della Regina della Camera dei deputati, Stefano Besseghini, Presidente di Arera, presentando a Parlamento e Governo la Relazione annuale 2019 sullo Stato dei servizi e sull'Attività svolta dall'Autorità.


Secondo Besseghini, la crisi covid ha evidenziato alcune difficoltà nello smaltimento e nel riciclo dei rifiuti. "Nell'emergenza aperta dal Covid "il settore energetico, più maturo dal punto di vista regolatorio, pur operando in condizioni particolarmente sfidanti, ha sempre garantito la sicurezza dell’approvigionamento" ma ciò "è largamente vero anche per il settore idrico e per l’ultimo arrivato nelle competenze regolatorie dell’Autorità, il settore rifiuti, che si sono trovati di fronte ad un banco di prova di straordinaria complessità", ha spiegato. Tuttavia, aggiunge, "se le attività di spazzamento e di raccolta dei rifiuti hanno potuto funzionare attraverso una riorganizzazione delle modalità operative, le attività di smaltimento e di riciclo hanno mostrato le difficoltà legate ad un settore fortemente interconnesso, con una carenza impiantistica conclamata e per il conferimento dei rifiuti dipendente da altri Paesi, non raggiungibili durante la fase di lockdown".

Per Besseghini "il blocco di sistemi produttivi nei processi di riciclo e recupero e l’interruzione di alcuni cicli di gestione dei materiali (non ultimo quello della esportazione), hanno reso evidente quanto sia delicato l’equilibrio sul quale poggia l’economia circolare. Una presa di coscienza che rappresenta anche un utile insegnamento che la fase di emergenza consegna al futuro".



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