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Al via il Fondo Canaima, a tutela dei creditori del Venezuela

ECONOMIA
Al via il Fondo Canaima, a tutela dei creditori del Venezuela

(Fotogramma)

Per i possessori di titoli tossici venezuelani è arrivato il momento di salvaguardare i capitali investiti. Sul mercato esiste infatti una soluzione che non molti conoscono eppure ha tutti i presupposti per funzionare. Il veicolo è un fondo. Si chiama Canaima Global Opportunities, dal nome di un parco naturale venezuelano, e si avvale della consulenza operativa della società IlliquidX con sede a Londra, di cui è Ceo l'ing. Celestino Amore, manager con lunga esperienza nelle banche d'affari della City e nel settore del trading e della negoziazione di debiti sovrani insolventi.


Il Fondo Canaima investirà in opportunità di debito sovrano in difficoltà, inizialmente a partire dal Venezuela, ma in prospettiva intende estendere la propria attività ad altre giurisdizioni. "Non stiamo facendo nulla di aggressivo – dichiara il Ceo della IlliquidX Celestino Amore nel presentare l'iniziativa – se non cercare una soluzione che dia la possibilità ai sottoscrittori dei titoli venezuelani di non perdere i propri diritti legittimi, per evitare quel che accadde con le obbligazioni dell'Argentina nel concambio finale nel 2015, dove molti creditori videro le proprie obbligazioni azzerarsi, dato che per diverse serie di obbligazioni passarono I termini di prescrizioni e per questo non furono onorate dal governo Argentino ".

Il Fondo intende proteggere gli interessi dei risparmiatori nelle future dispute legali in ogni sede giudiziaria al fine di conservare i diritti al pagamento delle cedole dovute e in prospettiva del rimborso del capitale.

Inoltre il Fondo è aperto a nuovi investitori che intendano partecipare al recupero dei crediti deteriorati. Il Fondo Canaima offrirà rappresentanza e sostegno ai creditori in un contesto difficile e complesso qual è quello venezuelano. Dalla fine del 2017, com'è noto, Il Venezuela non ha più pagato i circa 60 miliardi di dollari di debito obbligazionario emesso dallo stesso Governo di Caracas e dalla società statale Petroleos de Venezuela.

Le sanzioni degli Stati Uniti non consentono agli investitori americani di negoziare con i funzionari economici di Maduro. Ulteriori misure vietano inoltre al governo di emettere nuove obbligazioni. Vi è poi un aspetto legale che complica ulteriormente le cose: la cosiddetta "clausola di prescrizione" dei bond venezuelani che potrebbe liberare la nazione dagli interessi non pagati a qualsiasi creditore dopo tre anni.

Il terzo anniversario del mancato pagamento del primo bond coincide con la scadenza del 13 ottobre per un'offerta condizionale emessa dal governo la scorsa settimana. Il ministro delle finanze di Maduro, Delcy Rodriguez, ha affermato che il governo rinuncerebbe a tale clausola se i creditori acconsentissero a non intraprendere ulteriori azioni legali. L'accordo richiede l'approvazione degli obbligazionisti che possiedono più del 75% del debito. "Il nostro team legale ha tutte le competenze per analizzare questa complicata situazione e si rivolgerà alle competenti autorità nei modi e nei tempi necessari per conto di tutti gli investitori del nostro Fondo", spiega Celestino Amore.

"Chi non ha la possibilita’ di avere adeguata rappresentanza legale davanti alle corti competenti - dichiara Luke Allen, amministratore indipendente non esecutivo del Fondo - può unirsi al Gruppo di creditori rappresentato dal Fondo Canaima oppure può scambiare i propri titoli in cambio di azioni del Fondo Canaima (per le giuridizioni dove questo fosse possibile). L'obiettivo finale è quello di salvaguardare il patrimonio degli investitori per garantire che siano trattati in modo equo e che traggano vantaggio dalla gestione proattiva e performance del Fondo".



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