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World Making, nuovo protagonismo del Terzo Pilastro

Tornano le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile in programma 9 e 10 ottobre

ECONOMIA
World Making, nuovo protagonismo del Terzo Pilastro

World Making, per un nuovo protagonismo del Terzo Pilastro. È il tema al centro della XX edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile in programma il 9 e 10 ottobre. Il tradizionale appuntamento organizzato da Aiccon quest'anno sarà aperti a tutti e in diretta streaming. L’emergenza che stiamo vivendo impone l’esigenza di 'ri-attivare' percorsi di sviluppo a prova di futuro, percorsi pragmatici e trasformativi. Molto probabilmente stiamo iniziando una lunga 'fase di transizione', un momento privilegiato per sperimentare soluzioni innovative capaci di 'resistere' al tempo e di proporsi come prototipi di un nuovo welfare e di una nuova economia più inclusiva.


Lo shock che ha investito il mondo si sta dimostrando un fattore in grado di accelerare “la domanda di cambiamento” e di ridurre ulteriormente la platea di coloro che lottano per “continuare a fare come prima”. Il Coronavirus ha certamente dato un duro colpo al misoneismo (l’avversione all’innovazione), ma occorre ora capire il senso (il significato e la direzione) di una nuova strategia. Bisogna, dunque, non sprecare l’occasione di una crisi così profonda per imprimere al sistema Italia un cambio radicale di passo. Un contributo decisivo per dilatare la sfera dell’inclusione, operando così una diversa redistribuzione del valore e un maggior coinvolgimento della società, consiste nel potenziamento de 'Il terzo pilastro' (R. Rajan) ossia la comunità.

Aumenta l’importanza ed il valore di proposte costruite “dal basso”: non è più ammissibile immaginare soluzioni politiche senza valorizzare i beni, le economie e l’intraprendenza che la società genera. Welfare Society e Prosperità Inclusiva sono passaggi non più rinviabili. Rilanciare il terzo pilastro nel nostro paese non significa fare apologia del valore del Terzo settore e della cooperazione, ma incorporare il valore della conversazione, dell’intelligenza collettiva, dei beni comuni, del mutualismo e dell’imprenditorialità sociale dentro (e non “a lato” o “dopo”) le politiche, quelle vere.



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