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Alessandro Giglio: "la tv è alla vigilia di una rivoluzione che ne cambierà il Dna"

FINANZA
Alessandro Giglio: la tv è alla vigilia di una rivoluzione che ne cambierà il Dna

Il mercato televisivo "è destinato a cambiare radicalmente. Non tanto nei contenuti quanto nell'approcio da parte dell'utente, da come utilizzerà la tv". In altre parole il mercato televisivo 'tradizionale' è ormai arrivato "alla saturazione. Siamo alla vigilia di un profondo cambiamento". E' quanto afferma all'Adnkronos Alessandro Giglio, definito l'imprenditore televisivo più innovativo del momento, presidente di Giglio Group.

Proprio questa mattina il suo gruppo ha annunciato l'interesse di Prima Tv, società controllata da Tarak Ben Ammar e da Naguib Sawiris ad acquisire una partecipazione in Giglio Group, in vista della quotazione sul mercato Aim Italia gestito da Borsa Italiana per la quale è in corso il processo di collocamento. Quotazione che, secondo fondi finanziarie, potrebbe essere molto vicina e che potrebbe suonare da 'sveglia' al 'vecchio' mondo televisivo.

"Si stanno aprendo nuovi spazi -dice Giglio- tali da modificare nel dna il settore tv. E noi vogliamo arrivare preparati". L'esperienza non manca: il gruppo Giglio è l’unico operatore straniero a poter trasmettere i propri programmi sulla Tv di Stato Cinese (CcTv) con un magazine settimanale, “Made in Italy”, unica finestra sull’Italia e sullo “Style of life italiano” in Cina, con oltre 150 milioni di telespettatori a puntata.

"Siamo arrivati alla saturazione del vecchio sistema -spiega Alessandro Giglio- e siamo alla vigilia di un profondo cambiamente. Noi lo vediamo già nel mercato cinese dove il 70% del consumo avviene su tablet, moby, pc. La trasformazione, radicale, avverrà nel modo di fruire la televisione e la tv dovrà cambiare".

Diventerà inconcepibile, secondo l'imprenditore, ad esempio "l'appuntamento televisivo da vivere, se non per grandi eventi live, in poltrona davanti allo schermo. I contenuti ci sono e saranno ancor più valorizzati e cambiati da funzioni, già usate in Cina, ad esempio per informazioni in più. E poi bisogna guardare alle nuove generazioni, alla touch generation, che non ha certo più il concetto di una tv statica e passiva. Ed è una generazione che ora si affaccia ai grandi consumi. Anche i modelli pubblicitari dovranno adeguarsi e non potranno prescindere dall'interazione tra vari mezzi".

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