Borse incerte con petrolio a picco, crollo di Azimut

FINANZA
Borse incerte con petrolio a picco, crollo di Azimut

Un incerto rimbalzo alla Borsa di Wall Street non basta a far tornare il sereno sulle piazze europee, che virano in territorio negativo nell’ultima fase della seduta. La Borsa di Milano archivia gli scambi in calo dello 0,26% a 18.644 punti ed è tra le piazze che vanno meglio: Francoforte lascia sul terreno lo 0,29%, Parigi lo 0,95% e Madrid l'1%. Londra chiude in rosso dell'1,06%.


Sono troppi i segnali di incertezza che ancora oggi si registrano sui mercati per dare avvio a una fase di rialzi: in attesa della Fed, l'Euro si rafforza a 1,14 dollari e a New York il prezzo del petrolio è ancora a picco. I futures sul Wti con scadenza a gennaio toccano i 47,2 dollari al barile, ai minimi da settembre 2017.

Gli indici americani provano un recupero dopo due sedute consecutive di forti ribassi: alle 18, il Dow Jones avanza dello 0,8%, il Nasdaq segna +0,7%. Mercoledì 19 dicembre, la Fed deciderà probabilmente per un nuovo rialzo dei tassi di interesse e il presidente Donald Trump è tornato a fare pressing sulle decisioni della banca centrale. "Spero che alla Fed leggano l'editoriale di oggi del Wall Street Journal prima di fare un nuovo errore", ha scritto come sua consuetudine in un tweet.

Sulla Borsa di Milano c'è da segnalare il crollo di Azimut, maglia nera con una perdita del 6,23% a 10 euro dopo le dimissioni, comunicate a metà giornata, dell'amministratore delegato Sergio Albarelli.

Le vendite si concentrano sul settore energetico (Tenaris cede il 2,3%, Eni segna -1,05%) e sul settore industriale. Tim perde l'1,7% dopo la convocazione di due cda per esaminare la richiesta del socio francese Vivendi, che vuole un'assemblea per rimuovere cinque amministratori: il primo si terrà il 21 dicembre e il secondo il 14 gennaio. Il titolo migliore del Ftse Mib è Moncler, in rialzo del 2,15%. Bene anche Prysmian (+1,66%), Leonardo (+1,5%) e, di nuovo, Mediaset (+0,9%). Performance da dimenticare per Banca Carige (-13,3%) e Astaldi (-6,5%).

Fincantieri e Salini Impregilo, incaricati ufficialmente di ricostruire il Ponte di Genova, chiudono con un calo rispettivamente dello 0,43% e dell'1,58%.



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