Piazza Affari ai massimi da 4 mesi

FINANZA
Piazza Affari ai massimi da 4 mesi

(Fotogramma)

Massimi da 4 mesi per l'indice principale del listino milanese che, alla terza seduta di rialzi consecutiva, ha terminato di poco sotto quota 20mila punti. Due i fattori che hanno favorito gli acquisti: il forte ritorno della propensione al rischio, innescato dai progressi sull'asse Washington-Pechino e le indicazioni positive, arrivate oggi dall'asta di Btp a 3 e 7 anni. Questa mattina il Tesoro ha collocato 4,5 miliardi di Btp: nel caso del triennale, il rendimento è passato dall'1,07 allo 0,99 per cento, mentre per il 7 anni la discesa è stata dal 2,35 al 2,26 per cento. In entrambi i casi si tratta dei livelli minori dallo scorso mese di maggio. In scia lo spread tra i decennali del Belpaese e quelli tedeschi, sceso a 266 punti base.


A Piazza Affari il Ftse Mib si è così fermato a 19.989,90 punti, +0,93% rispetto al dato precedente. In particolare evidenza troviamo le performance di Azimut (+4,17%), Banca Generali (+4,1%) e FinecoBank (+4,94%). Tra i bancari, +0,35% di Intesa Sanpaolo, +1,79% di Mediobanca e +2,16% di UniCredit. Per l'istituto di Piazza Gae Aulenti è in arrivo, secondo quanto riportato dai quotidiani, la cessione di Npl per 2,5 miliardi di euro. Inoltre oggi è stato collocato un miliardo di euro di bond Tier 2 al 4,875%. Positivo Mps (+3,58%) dopo l'apertura del Ceo Morelli ad aggregazioni. Dopo gli oltre 6 punti di guadagno della seduta precedente, seduta di consolidamento per Pirelli (+0,4%) e andamento simile per il titolo Juventus (+0,45%) nel giorno del collocamento del suo primo bond: con le richieste a 250 milioni, l’obbligazione è stata allocata per 175 milioni (target 100-200 milioni).

Sul mercato valutario l'euro passa di mano a 1,1287 dollari -0,33% sul dato precedente, mentre tra le materie prime il Brent fa registrare un +2% a 63,66 dollari. A spingere i prezzi del greggio sono state le dichiarazioni del Ministro dell'energia saudita, Khalid al-Falih, che nel corso di un'intervista ha annunciato che a marzo la produzione di greggio del Paese sarà portata sotto quota 10 milioni di barili, oltre mezzo milione in meno il target convenuto in sede Opec Plus.

Andamento simile anche per il benchmark a stelle e strisce, il WTI (+1,83% a 54,07$), nonostante l'aggiornamento sugli stock statunitensi abbia rilevato un incremento di 3,6 milioni di barili, al di sopra dei 2,1 milioni stimati dagli analisti. Per quanto riguarda le altre indicazioni macro del giorno, sotto le stime i numeri relativi l’inflazione britannica, passata dal 2,1 all'1,8% annuo a gennaio, e la produzione industriale di Eurolandia, scesa dello 0,9% mensile nell’ultimo mese del 2018 (in collaborazione con Money.it).



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