Piazza affari vittima delle indicazioni macro

FINANZA
Piazza affari vittima delle indicazioni macro

Chiusura sotto la parità per il listino di Piazza Affari, penalizzato dalle indicazioni deludenti arrivate dai dati su fatturato e ordini industriali. Sia nel caso del giro d’affari che degli ordinativi si è tornati sui livelli del 2009, nel pieno della crisi finanziaria globale. Le vendite industriali su base mensile hanno segnato un rosso del 3,5% mentre nel confronto annuo sono scese del 7,3% (livello minore da 10 anni) mentre gli ordinativi hanno rispettivamente registrato un -1,8 e un -5,3 per cento. Partito in lieve calo, lo spread con i titoli tedeschi ha segnato un rialzo di quasi un punto percentuale a 268 punti. Sul valutario l’eurodollaro sale a 1,13343 (+0,23%) mentre tra le materie prime si arresta la serie positiva del Brent, in calo dello 0,57% a 66,12 dollari il barile (+5,78% nelle ultime cinque sedute).


A Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha chiuso con un rosso di mezzo punto percentuale a 20.228,19 punti, le vendite si sono concentrate sul comparto bancario. In particolare, segnaliamo il -1,4% di UniCredit, il -0,46% di Intesa Sanpaolo e il -0,58% di Banco BPM. Prese di beneficio particolarmente accentuate su Ubi (-3,59%).

Secondo quanto dichiarato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti, la Gacs (Garanzia pubblica sulla cartolarizzazione delle sofferenze bancarie), in scadenza a marzo, sarà rinnovata. Nel comparto industriale, -2,06% per Pirelli, -1,36% di Cnh e parità di FCA (+0,05%). Tra le poche performance positive spicca il +0,63% di Tenaris, che giovedì alzerà il velo sui conti, e Snam (+0,43%), che ha migliorato la guidance 2019. +1,17% di Telecom Italia che consolida i guadagni innescati dalla notizia che la Cassa Depositi e Prestiti intende accrescere la quota detenuta. Denaro anche su Mediaset (+1,91%) spinta dai rumor sul ritorno, dopo 7 anni di digiuno, del dividendo. È in quest’ottica, rilevano gli esperti, che va inquadrato il recente shopping di Fininvest, che tra il 2 e il 14 gennaio 2019 ha acquistato 5,1 milioni di pezzi. (in collaborazione con money.it).



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