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Piazza Affari chiude in rosso, spread a 254

FINANZA
Piazza Affari chiude in rosso, spread a 254

Chiusura in rosso per il Ftse Mib (-0,53% a 21.080,97 punti), spinto al ribasso dalla debolezza del comparto bancario, dalla risalita dello spread, a 254 punti base con un picco intraday a 267pb, e dai timori sull’andamento dell’economia italiana. Secondo i risultati di uno studio pubblicato oggi dall’agenzia Standard & Poors, l’economia del nostro Paese nel 2019 crescerà solo dello 0,1%, contro lo 0,7% stimato in precedenza. Ieri a dominare la scena era stata l’indiscrezione su un possibile taglio delle stime di crescita da parte del governo, sempre allo 0,1%, mentre il Centro Studi di Confindustria aveva stimato un Pil a zero.


A penalizzare i bancari sul listino di Piazza Affari sono state le prese di benefico dopo i guadagni innescati ieri dal rumor secondo cui la Banca Centrale Europea starebbe studiando provvedimenti ad hoc per mitigare l'impatto dei tassi negativi sui depositi (attualmente al -0,4%). Banco BPM ha così terminato con un -2,33%, UniCredit ha lasciato sul parterre l’1,89% e BPER lo 0,41%. Di poco sopra la parità Intesa Sanpaolo (+0,19%) dopo il via libera da parte delle fondazioni azioniste alla conferma degli attuali vertici.

Rosso di oltre il 2% per FCA (-2,02%). Prima il Chief Executive di Nissan, Hiroto Saikawa, poi l’amministratore delegato di Volkswagen, Herbert Diess, hanno smentito l’ipotesi di operazioni straordinarie con il Lingotto. “Il consolidamento auto continua, ma Volkswagen non guarda a Fca”, ha detto Diess. Il Ceo della casa Wolfsburg ha inoltre escluso un interesse relativo i brand premium, come Alfa Romeo e Maserati. “Se possiamo essere interessati anche soltanto ad Alfa Romeo o alla Maserati? Avevo una Alfa GTV sei cilindri. Era bellissimo guidarla. Ma, davvero, noi i marchi del lusso li abbiamo già”. Da escludere anche la pista cinese, alla luce dell’accordo Daimler-Geely per produrre insieme la prossima generazione di Smart.

Lettera anche su STMicroelectronics (-3,52%), ancora vittima della debolezza del comparto, e -0,95% per Mediaset, penalizzata da un report in cui Berenberg ha tagliato il prezzo obiettivo da 3,8 a 3,5 euro.

Dal fronte titoli di Stato, oggi il Ministero dell’Economia ha collocato nuovi bond per 7,5 miliardi di euro ricevendo richieste per 10 miliardi. Nel caso del Btp a 10 anni, il rendimento si è attestato al 2,61%, in discesa rispetto al 2,81% dell’asta del mese scorso, mentre in quello del titolo quinquennale il dato ha segnato un incremento dall’1,59 all’1,71%. Generalmente debole la domanda. (in collaborazione con money.it)



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