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Piazza Affari in negativo, pesa outlook su economia

FINANZA
Piazza Affari in negativo, pesa outlook su economia

(Fotogramma)

Chiusura in negativo per Piazza Affari, spinta al ribasso nella seconda parte dalle indicazioni arrivate dal DEF (Documento di Economia e Finanza) e dal Fondo monetario internazionale. Sia nella bozza del documento all’esame del Consiglio dei ministri, sia nel World Economic Outlook dell’istituto con sede a Washington, la crescita dell’economia italiana nel 2019 è stimata allo 0,1%. Nel caso del documento governativo il taglio è dello 0,9%, in quello del Fmi si attesta allo 0,5%.


L’Italia, insieme all’automotive tedesco, alla Brexit e alla debolezza della fiducia dei consumatori, rappresenta, rileva il Fmi, uno dei fattori che zavorrano la crescita di Eurolandia, vista in aumento nell’anno corrente dell’1,3% (1,5% a gennaio), mezzo punto percentuale sotto il dato 2018. A Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato in rosso di mezzo punto percentuale a 21.671,78 punti (-0,46%) la performance peggiore è stata registrata da Prysmian (-4,78%), alle prese con nuovi problemi al cavo sottomarino Westernlink. Nel comparto industriale, vendite anche su Leonardo (-2,14%) ed FCA (-1,11%). La casa italo-statunitense ha raggiunto un accordo da 110 milioni di dollari per chiudere una vertenza con azionisti che l’accusavano di informazioni fuorvianti agli investitori sul diesel e sul mancato rispetto delle norme americane.

Sopra la parità Telecom Italia (+0,24%) che oggi ha collocato una nuova obbligazione con scadenza 15 aprile 2025 per un miliardo di euro. Particolarmente abbondante la domanda, salita in quota 3,7 miliardi di euro. Il rendimento del titolo, hanno comunicato i lead manager, fissato inizialmente nella guidance 3-3,125%, si è attestato, grazie al forte interesse da parte degli operatori, al 2,875%. Tra i bancari, +0,27% di UniCredit, +0,16% di Intesa Sanpaolo e +1% tondo di Banco BPM dopo le dichiarazioni dell’Ad relative operazioni di consolidamento con banche limitrofe. In attesa del meeting della Banca Centrale Europea di domani, lo spread ha segnato un rosso di 2 punti percentuali a 258 punti base mentre l’eurodollaro passa di mano a 1,1275, +0,13% sul dato precedente. Prosegue la corsa del petrolio, con il future sul Brent che oggi si è spinto fino a 71,34 dollari il barile, il livello maggiore da metà novembre 2018. (in collaborazione con money.it)



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