Piazza Affari chiude in rialzo, brilla UniCredit

FINANZA
Piazza Affari chiude in rialzo, brilla UniCredit

Nonostante la debolezza di metà seduta, Piazza Affari chiude in lieve territorio positivo a 21.918,93 punti, +0,12% sul dato precedente. Buone nuove per la nostra economia sono arrivate dall’audizione di Eugenio Gaiotti, Capo del Dipartimento economia e statistica della Banca d’Italia. ’’Nel nostro Paese le informazioni più recenti danno qualche segnale favorevole sulla crescita nel primo trimestre, che potrebbe essere tornata positiva’’, ha rilevato Gaiotti. “Lo scenario macroeconomico presentato nel Def tiene conto in modo realistico della congiuntura ed è complessivamente condivisibile”, ha detto il funzionario. Nel Documento economico e finanziario, per il 2019 l’esecutivo giallo-verde stima un incremento del Pil dello 0,2%.


Per quanto riguarda invece il Vecchio continente, indicazioni positive sono arrivate dai numeri elaborati dal Zentrum fur Europaische Wirtschaftsforschung: l’indice ZEW relativo Eurolandia nel mese di aprile è passato da -2,5 a 4,5 punti mentre quello focalizzato sulla prima economia europea, la Germania, ha segnato 3,1 punti, dai -3,6 precedenti. Numeri deludenti invece dalla produzione industriale a stelle e strisce, in calo dello 0,1% mensile a marzo.

Sul valutario l’eurodollaro fa segnare una contrazione sotto 1,13 a 1,1288 in scia dei rumor su una presunta “una minoranza significativa” all’interno del board della Banca Centrale Europea che valuterebbe le proiezioni sull’andamento dell’economia di Eurolandia eccessivamente improntate all’ottimismo. L’assunto principale alla base delle stime dell’Eurotower, che sull’anno corrente stima un Pil in aumento dell’1,1%, è rappresentato dalla convinzione che i fattori che attualmente zavorrano la crescita abbiano carattere temporaneo e che quindi nella seconda parte dell’anno assisteremo a una ripresa. Per la “minoranza significativa”, queste zavorre potrebbero durare più del previsto.

Nel comparto bancario a Milano (spread a 253 pb, +0,56%) spicca il +3,2% di UniCredit nel giorno della maxi-multa da 1,3 miliardi di dollari a causa della violazione delle sanzioni all’Iran. Nonostante la sanzione inflitta dalle autorità statunitensi sia maggiore delle stime, il titolo ha capitalizzato il fatto che “l’ammontare oggetto dell’accordo transattivo finale –riporta una nota di Piazza Gae Aulenti- porterà ad una liberazione delle risorse accantonate nel primo trimestre del 2019 a livello di Gruppo, con un impatto positivo sul conto economico, al netto delle tasse, pari a circa €300 milioni e avrà un ulteriore impatto positivo sul ratio CET1 di Gruppo pari a circa +8,5 bps”. Acquisti anche su Intesa Sanpaolo (+0,93%) , Bper (+1,69%) e Banco BPM (+0,77%). Ben comprata anche Azimut (+2,73%).

Giornata all’insegna degli acquisti per Tenaris (+3,38%) dopo che la Corte argentina ha annullato il rinvio a giudizio del n.1 Paolo Rocca mentre Eni (-1,56%) e Saipem (-0,99%) hanno perso terreno (Brent stabile a 71,1$/barile).

All’interno dell’indice principale, una delle peggiori performance è stata registrata dal titolo Juventus (-1,08%) alla vigilia della gara di Champions League con gli olandesi dell'Ajax. Debutto in rosso per Nexi, scesa nel primo giorno di contrattazioni del 6,2% a 8,44 euro (l’azione è stata collocata a 9 euro). (in collaborazione con money.it)



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