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La settimana di Piazza Affari inizia con il segno meno

FINANZA
La settimana di Piazza Affari inizia con il segno meno

(Fotogramma)

Avvio di settimana all’insegna della prudenza per gli indici del Vecchio continente. Oltre all’attesa del vertice Trump-Xi che si terrà in occasione del G20, a penalizzare i listini ci hanno pensato anche altri fattori: l’allarme conti di Daimler, il calo della fiducia delle imprese tedesche (Ifo passato da 97,9 a 97,4 punti) e le tensioni geopolitiche.


A penalizzare ulteriormente Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato in rosso dello 0,49% a 21.284,10 punti, ci ha pensato anche lo stacco cedola da parte di sei “big” del calibro di: Hera (-3,53%), Exor (-0,07%), Poste Italiane (-2,94%), Prysmian (-3,8%), Snam (-3,38%) e Terna (-2,5%).

Bancari deboli nonostante uno spread on i titoli tedeschi confermatosi sotto quota 250 punti base (247pb). Secondo i rumor pubblicati dal Financial Times, le autorità europee sarebbero intenzionate a concedere più tempo all’Italia per evitare la procedura di infrazione per debito eccessivo. UniCredit ha terminato la prima seduta della settimana con un rosso dell’1,66%, Ubi è scesa del 2,01%, Banco BPM ha perso l’1,26% e Intesa Sanpaolo (-0,01%) ha terminato in parità.

Tra i peggiori del giorno troviamo Tod’s (-5,04%), in forte calo dopo la bocciatura ad “underperform” decretata dal Credit Suisse.

Per il Wall Street Journal, FCA (+0,1%) e Renault potrebbero riprendere le trattative in vista di una fusione.

Tra i titoli in rialzo, spicca il +2,62% di Campari e il +2,68% di Leonardo. A spingere quest’ultima è il rumor su una possibile offerta, di concerto con partner francesi, per MDA Corporation, azienda canadese attiva nel settore spazio e difesa. (in collaborazione con money.it)



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