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Ftse Mib chiude positivo, spread in quota 220 pb

FINANZA
Ftse Mib chiude positivo, spread in quota 220 pb


(Foto Afp)

Da abile negoziatore, dopo aver allentato le tensioni con Pechino, Trump ha fatto ripartire la guerra commerciale all’Unione europea. Nonostante questo, i listini europei hanno chiuso di poco sopra la parità e Milano ha sovraperformato grazie alla discesa dello spread con i titoli tedeschi, che ha spinto le utilities.


All’indomani del Consiglio dei ministri che ha varato il disegno di legge sull’assestamento di bilancio, destinato a scongiurare l’avvio della procedura di infrazione, il rendimento del decennale emesso dal Ministero di Via XX settembre è sceso sotto quota 2% (1,866%) permettendo allo spread di tornare in quota 220 punti base (222,5 pb, -3,26%).

Sul listino di Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,65% a 21.392,87 punti, spicca il recupero di Atlantia (+3,79%) a seguito dei toni maggiormente conciliatori emersi da un’intervista al ministro Di Maio. “Siamo pronti a individuare una soluzione, a patto che Autostrade paghi e si faccia giustizia verso le vittime”, ha detto il capo politico del Movimento 5 Stelle.

Il calo degli oneri per indebitarsi ha permesso a Terna di segnare un +3,52%, a Italgas di salire del 2,24% e ad A2A di registrare un +2,2%. Tra i bancari, +0,93% di Intesa Sanpaolo, in prossimità di chiudere la cessione di 3,5 miliardi di crediti semi-deteriorati (UTP, Unlikely To Pay), e +0,36% di MPS, che ha cartolarizzato crediti per 2,3 miliardi. Di questi, la Banca Europea per gli Investimenti e la Cassa Depositi e Prestiti hanno rispettivamente sottoscritto 400 e 320 milioni di titoli senior della Classe A2.

Il tonfo del greggio, il Brent perde il 3,3% a 62,9 dollari il barile, ha zavorrato Eni (-0,97%) e Saipem (-2,7%). Segno meno, anche se più contenuto, per FCA (-0,37%). Nel giorno in cui la società è stata sotto i riflettori per le accuse arrivate dal Presidente dell’Antitrust Roberto Rustichelli nell’ambito del trasferimento della sede fiscale a Londra e quella legale e fiscale delle controllate in Olanda, la divisione statunitense ha annunciato di aver terminato il mese di giugno con vendite in aumento del 2% a 206.083 unità. Rosso a due cifre invece per il dato italiano (-11%).

Nuova giornata di guadagni per Ferrari (+1,39%), che ha fatto segnare un nuovo massimo storico a 146,35 euro. (in collaborazione con money.it)



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