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Virus e Pil spingono al ribasso la Borsa di Milano

FINANZA
Virus e Pil spingono al ribasso la Borsa di Milano

(Fotogramma)

Nel giorno storico dell’uscita di Londra dall’Unione europea, i mercati azionari chiudono in negativo in scia delle indicazioni relative la diffusione del virus cinese. Vendite particolarmente accentuate sul listino milanese, il Ftse Mib ha segnato un rosso del 2,29% a 23.237,03 punti, in scia della stima sull’andamento del Pil diffusa dall’Istat.


Secondo l’istituto di statistica, nel quarto trimestre 2019 l’economia italiana ha messo a segno un rosso dello 0,3%, il dato peggiore dal 2013. L’aggiornamento, che porta il dato 2019 al +0,2%, rappresenta, ha commentato l’Ufficio Studi di Confcommercio, “l’ennesima conferma di una perdurante fase di stagnazione dalla quale si può uscire solo con un recupero della produttività sistemica”.

Sul listino delle blue chip, le peggiori performance sono state registrate dai titoli del comparto bancario (-5,03% di Banco BPM, -4,07% di BPER, -3,32% di UBI) e dai titoli del risparmio gestito (-3,23% di Azimut, -2,71% per Banca Generali). Giornata da dimenticare anche per STM (-4,42%) e Telecom Italia (-3,68%)

Gli unici due segni più del paniere principale sono stati registrati da Atlantia (+2,02%) e Leonardo (+1,91%): la prima continua ad essere condizionata dai rumor relativi la concessione autostradale (oggi i ben informati parlano di un riavvicinamento con l’esecutivo) mentre la seconda ha capitalizzato le indicazioni sull’andamento dei conti 2019.

Giornata positiva anche per Tod’s (+2,47%), spinta dall’andamento del fatturato 2019, e Ascopiave (+8,87%) dopo la notizia che A2A (-1,5%) ha acquistato il 4,16% del capitale.

Per quanto riguarda l’andamento del differenziale di rendimento tra titoli italiani e tedeschi, il famigerato spread, oggi è stato registrato un rialzo di poco superiore al punto percentuale a 136,6 punti base. (n collaborazione con money.it)



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