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Ftse Mib in forte rialzo, spread sotto 130pb

FINANZA
Ftse Mib in forte rialzo, spread sotto 130pb

(Afp)

Il vantaggio di Biden, al momento lo sfidante è a 264 collegi sui 270 necessari per trasferirsi alla Casa Bianca, spinge le borse europee. Anche se probabilmente avrebbero motivi per festeggiare anche la conferma di Trump, i mercati da sempre preferiscono il certo all’incerto, l’affermazione del candidato democratico potrebbe portare a nuovi massici piani di spesa.


In questo contesto, il Ftse Mib ha chiuso con un +1,93% portandosi a 19.731,38 punti, mentre il differenziale di rendimento Italia-Germania, il famigerato spread, è sceso del 2,6% a 126 punti base.

Nel giorno la pubblicazione della trimestrale, le azioni UniCredit hanno terminato la seduta con un rialzo dello 0,17%. L’istituto ha chiuso il terzo trimestre del 2020 con un utile netto di 680 milioni, -42,4% rispetto a 12 mesi fa. Il risultato è più che doppio rispetto ai circa 300 milioni stimati dagli analisti. Indicazioni positive arrivano anche dai ratio patrimoniali: il Cet1 si attesta al 14,41%.

Andamento decisamente positivo anche per Intesa Sanpaolo (+2,47%) e +1,02% di Mediobanca. Nel comparto, hanno alzato il velo sui numeri del Q3 anche BPER e MPS, scese rispettivamente del 2,17 e del 2,53 per cento.

Conti in arrivo anche per Snam (-0,3%), che nei nove mesi ha registrato ricavi a 2,03 miliardi (+3,9%) e un utile netto adjusted di 873 milioni (+0,7%), e Tenaris (+13,66%).

Definiti “decisamente migliori” delle attese da Kepler Cheuvreux, i conti sono stati accompagnati dalla stime di una graduale ripresa dei ricavi e della marginalità e della prosecuzione della positiva generazione di cassa dalle attività operative. Annunciato inoltre il pagamento di un dividendo intermedio di 0,07$ per azione e di 0,14$ per le ADS.

Giornata positiva anche per CNH Industrial (+4,95%) che ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto che, in versione adjusted (depurata quindi delle componenti straordinarie), si è attestato a 156 milioni di dollari. Il dato segna un rosso del 29% nel confronto con i 221 milioni di un anno fa. (In collaborazione con money.it)



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