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Roma: alla scoperta di arte islamica tra maestranze e 'bacini'

Roma: alla scoperta di arte islamica tra maestranze e 'bacini'

Roma, 19 mar. (Labitalia) - Erano presenti maestranze laziali e di formazione cistercense, tra il Duecento e il Trecento, al convento dei SS. Giovanni e Paolo, a Roma. E sono responsabili del nuovo assetto dell'ala Nord del convento celimontano. E' una delle conclusioni a cui giunge Mara Nocilla, giornalista e studiosa di arte e architettura islamica, che ha approfondito, in uno studio pubblicato nella collana 'Memorie' degli Atti della Pontificia Accademia romana di archeologia (Edizioni Quasar), le testimonianze di questa particolare forma di espressione artistica rappresentate, a Roma, dai 'bacini' del campanile dei SS. Giovanni e Paolo, nel XII secolo. Si tratta di piatti o stoviglie usate durante il Medioevo anche per la decorazione architettonica di edifici.


Lo studio rivela che i bacini del campanile celimontano risalgono agli anni intorno alla metà del XII secolo. "Questa affermazione - si legge - scaturisce dalla revisione della data di costruzione del campanile e soprattutto dai confronti con ceramiche simili rinvenute in Italia e in tutto il Mediterraneo, cristiano e islamico". Dunque, spiega, "la datazione dell'edificio dovrebbe essere anticipata al 1154-1159, durante la seconda fase della sua costruzione". E "la revisione della datazione del campanile celimontano - si spiega - viene così ad anticipare di almeno un quarto di secolo anche la datazione dei manufatti fittili inseriti, automaticamente ricollocando le ceramiche nel giusto periodo cronologico, posizionandole così accanto a esemplari simili rinvenuti in altre località italiane e di tutto il Mediterraneo, sia in contesti architettonici che di scavo". Tra l'altro, si sottolinea, "tra la produzione delle ceramiche e il loro inserimento nelle murature degli edifici poteva intercorrere un certo lasso di tempo, variabile secondo le circostanze, durante il quale queste venivano impiegate come stoviglie per la tavola".

Inoltre, lo studio circoscrive le zone dove furono prodotti i bacini del campanile celimontano, tutti provenienti dall'Islam occidentale. Ad arricchire la pubblicazione una ricca documentazione storico-geografica e un dettagliato glossario.



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