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Delrio: l'Italia non perderà i fondi europei

ma servirà sforzo notevolissimo di efficienza amministrativa

Delrio: l'Italia non perderà i fondi europei

L'Italia non perderà i finanziamenti europei, anche se è richiesto uno sforzo amministrativo 'enorme' per impiegare i 20,2 mld di fondi residui fino al 2015. Lo ha puntualizzato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, nell'informativa urgente del governo alla Camera, sulla ridefinizione della quota di cofinanziamento italiano ai Fondi europei per la programmazione 2014-2020.


"Ben 16 Paesi della Ue -ha affermato Delrio- hanno ridotto il cofinanziamento per un ammontare complessivo di circa 25 mld di euro. Questo è stato fatto a causa della crisi e della pressione registrata sui bilanci nazionali. L'Italia figura tra questi Paesi ma - a differenza di Belgio, Francia e Spagna - non ha destinato la riduzione del cofinanziamento ad altri programmi ma lo ha lasciato sulle regioni a cui le risorse erano originariamente destinati. Difendiamo questa scelta intelligente, che non toglie risorse ai territori".

"Tuttavia dobbiamo dirci la verità: l'utilizzo delle risorse del Piano di azione e coesione -ha continuato- procede molto a rilento. Tra le condizioni di accesso a questo piano erano richiesti criteri di efficienza amministrativa, cioè la capacità di presentare progetti e di realizzarli in un tempo prestabilito. Purtroppo ancora oggi l'utilizzo delle risorse del piano di azione è coesione continua a essere insufficiente. Nonostante il forte recupero realizzato in questi anni, gli importi ancora da spendere sui fondi europei raggiunto un ammontare impressionante e richiedono uno sforzo notevolissimo per evitare di perdere le risorse comunitarie".

"Sulla base dei dati aggiornati a settembre -ha continuato Delrio- il residuo di spesa al dicembre 2015 è pari a 20,2 mld di euro, di cui 15,3 mld nell'ambito dei programmi nazionali e regionali. Questo vuol dire che dobbiamo spendere un mld al mese, solo di fondi finanziati dall'Unione europea e 5 mld vanno certificati e spesi entro la fine del 2014. E' necessario quindi uno sforzo di efficienza amministrativa notevolissimo per cercare di recuperare i ritardi".

"La rilevanza di questi importi grava sulla programmazione 2014-2020. Siamo chiamati ad assorbire le risorse del Piano di azione e coesione. Quindi abbiamo un ammontare di denaro disponibile per essere speso di rilevanza straordinaria: se si considerano le disponibilità del Fondo di sviluppo e coesione, è di circa 28.8 mld che vanno aggiunti ai fondi residui della programmazione 2007-2013".

"Per questo motivo la commissione Ue ci ha invitato a ridurre al minimo il cofinanziamento, viste le difficoltà di spesa registrate negli ultimi 7 anni. Stiamo facendo una scelta di flessibilità per svincolarci dalle scadenze annuali, permettendo l'overbooking alle amministrazioni su programmi paralleli, in maniera che, se accadessero fatti imprevisti sulla programmazione comunitaria -ha concluso il sottosegretario- vi è la possibilità di attingere a una programmazione parallela per non perdere i finanziamenti i comunitari".



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