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Natale: bon ton sotto l'albero, arriva il galateo a tavola

I suggerimenti dell'Associazione italiana maggiordomi

Natale: bon ton sotto l'albero, arriva il galateo a tavola

La sera di Natale il bon ton non deve certo mancare sulle tavole. A dirlo l'Associazione italiana maggiordomi, guidata da Elisa dal Bosco, che proprio per l'occasione ha realizzato una vera e propria guida al galateo da seguire. "Un pranzo formale -spiega- richiede una tavola preparata con attenzione ed esperienza: è una delle espressioni più evidenti dello stile dei padroni di casa, è parte del mosaico che ne trasmette all’ospite la cultura, il lignaggio, la sensibilità".


"La tavola deve essere abbastanza grande -fa notare- affinché tutti i commensali possano stare seduti comodamente; non deve essere troppo grande, con distanze eccessive tra un invitato e l’altro che potrebbero raffreddare la conversazione: i coperti devono essere disposti alla distanza ideale di 60-70 centimetri, l’uno dall'altro".

Per l'Associazione italiana maggiordomi, "la tavola può essere interpretata in maniera differente in base alla situazione, al periodo dell’anno, al contesto, alle pietanze offerte, al tipo di servizio previsto: una volta scelto il genere, però, gli elementi dovranno essere in armonia".

La tavola formale richiede una grande attenzione nella ricerca degli accostamenti e nella selezione dei servizi. "La casa -precisa- si manifesta nella biancheria, nel vasellame, nelle posate; lo stile negli ornamenti e nel modo di disporli. Il vasellame deve essere finissimo: non parliamo solo dei servizi d'argento, ma dei servizi di porcellana a volte tramandati da più generazioni (Meissen, Herend, Ginori, Limoges)".

"I servizi di piatti di famiglia possono portare -aggiunge- le cifre del padrone di casa o addirittura lo stemma nobiliare: in tal caso, devono essere posizionati con l’immagine a favore del commensale. Le posate saranno d'argento: anche in questo caso possiamo avere le cifre o lo stemma (sul retro e nella parte inferiore di ogni posata)".

"La tovaglia deve essere bianca -avverte- in lino o mussola o fiandra o jaquard, perfettamente stirata, appoggiata su di un mollettone bianco, con una caduta minima di circa 20-30 cm per lato. Se ricamata a intaglio si dovrà prevedere un sottotovaglia magari in raso, sopra al mollettone".

"Ogni posto potrà prevedere un sottopiatto -consiglia l'Associazione italiana maggiordomi- presente per tutta la durata del pasto e che verrà tolto al momento di servire il dessert, un piatto piano e all’occorrenza una fondina: il tovagliolo (45x45 o più se si tratta di vecchi tovagliati) si piega semplicemente in due, nel modo più consono (rettangolo o triangolo); tuttalpiù, se molto grande, se ne possono ripiegare le due estremità al di sotto del vertice; si pone alla sinistra di ciascun coperto".

"Il tovagliolo non dovrà mai assumere -sostiene- fogge strane o bizzarre: non sono previste piegature a cigno o ventagli di sorta. In assenza del sottopiatto, il tovagliolo verrà posizionato al centro di ciascun coperto".

"Innanzi a ogni coperto - spiega ancora - potrà essere disposto un segnaposto che indicherà nome, cognome ed eventuale titolo (escluse le occasioni di celebrazioni familiari, in cui verrà indicato solo il nome proprio): sono da usare obbligatoriamente qualora i commensali siano più di otto, per agevolare in modo lineare le sedute e l’assegnazione dei posti a tavola, che seguirà regole tanto più precise quanto più formale è l'occasione, al fine di evitare pericolosissimi incidenti diplomatici".

"Il piattino del pane -aggiunge- va in alto a sinistra (d’argento, anch’esso cifrato, e guarnito da un piccolo centrino posto sul fondo). Si apparecchia immediatamente prima che gli ospiti si siedano a tavola".

"A destra di ogni piatto, si apparecchiano in ordine di utilizzo e partendo dall’esterno: coltello da antipasto, eventuale cucchiaio da minestra, coltello per il pesce, coltello per l'arrosto; eccezione la forchettina da ostriche, che viene apparecchiata sul lato destro, all’esterno dell’ultimo coltello. A sinistra di ogni piatto: la forchetta da antipasto, forchetta per il pesce e forchetta per la carne", conclude.



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