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In una circolare le novità del decreto sulle tutele crescenti

In una circolare le novità del decreto sulle tutele crescenti

L'analisi delle novità introdotte dal decreto sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti è al centro della circolare numero 6 della Fondazione studi dei consulenti del lavoro. "Uno dei pochi casi in cui resiste il diritto alla reintegra nel posto di lavoro -si legge- è la dichiarazione di nullità del licenziamento, perché 'discriminatorio', ma solo come definito dall’articolo 15 della legge 300 del 1970. L’intento del legislatore è teso a tipizzare il più possibile le casistiche limitando così l’ambito di intervento del giudice".


"Il decreto contiene una significativa modifica -precisa la Fondazione studi- in ordine alla determinazione dell’indennità risarcitoria. In particolare, ogni qual volta il giudice condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore per il licenziamento individua a tal fine un'indennità commisurata all'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto".

"Il decreto, nel ribadire che -si precisa nella circolare- in caso di insussistenza del fatto materiale il datore di lavoro è condannato al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello dell'effettiva reintegrazione, in esso aggiunge 'senza applicazione di sanzioni per omissione contributiva'. Pertanto, nel caso di reintegra al lavoratore compete la copertura contributiva, ma nel testo definitivo del decreto è stabilito che il datore di lavoro è esplicitamente escluso dall’applicazione delle sanzioni per omissione contributiva".



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