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Ddl concorrenza: notai lombardi a confronto su mercato e tutele

Ddl concorrenza: notai lombardi a confronto su mercato e tutele

"Accompagnare il mercato con regole che garantiscano la chiarezza e la attendibilità delle informazioni e dei dati significa favorire le imprese e la loro efficienza, e rispettare i diritti dei cittadini che acquistano da loro beni e servizi”. È quanto ha affermato Carmelo Di Marco, presidente di Federnotai, durante la tavola rotonda 'Tutele e regole: Quanto valgono nel mercato?', organizzata ieri, a Milano, dall’Associazione sindacale dei notai della Lombardia - Guido Roveda.


“La delega di funzioni che lo Stato affida ai notai - ha spiegato - serve proprio a questo, e centra l'obiettivo in pieno. Eliminare questa funzione, così come ipotizzato dal ddl sulla concorrenza in taluni casi, e con riferimento agli atti societari, o mettere chi la esercita in competizione con chi non la riveste, come avverrebbe per gli atti immobiliari, significa mettere in crisi le dinamiche del mercato, non certo favorirle. Significa mettere in pericolo i diritti delle persone e la loro sicurezza, non certo dare loro più scelta".

"Se poi consideriamo che i notai svolgono questa funzione sempre e per chiunque, con costi che tutti sono in grado di sostenere, senza distinzioni di reddito o di appartenenza, si comprende - ha continuato - che mettere in discussione il loro ruolo solleva anche problemi relativi all'uguaglianza delle persone e al rispetto di fondamentali principi democratici e costituzionali. Abbiamo il dovere di mobilitarci contro scelte politiche che mettano a rischio un sistema di regole e di diritti che funziona perfettamente e che viene riconosciuto a livello mondiale come modello da imitare".

L’efficacia della regolamentazione del mercato a tutela dei cittadini è il tema oggetto della tavola rotonda che ha visto la partecipazione del notariato lombardo e dei rappresentanti dei consumatori, del mondo dell’impresa e dell’accademia ed esponenti del mondo civile. Il confronto è stato l’occasione per fare il punto sulle novità introdotte in campo immobiliare e societario dal 'ddl concorrenza' - approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 20 febbraio - che, secondo recenti studi, sostiene il Notariato, potrebbe determinare sul sistema economico e giuridico del Paese, una riduzione del Pil italiano di 0.41% all’anno.

In merito, il presidente di Federnotai, Carmelo Di Marco, ha reso noto di aver trasmesso ieri segnalazione alla Commissione europea per la violazione del diritto dell'Ue e della normativa su start up innovative: “Nella denuncia è stato messo in risalto, in primo luogo, il contrasto tra la norma recentemente approvata dal Parlamento italiano - ha detto - che consente di costituire 'start up innovative' mediante scrittura non autenticata firmata digitalmente e la direttiva 101 del 2009 la quale impone un controllo di legalità affidato al notaio nei casi in cui, come avviene in Italia, non siano previsti analoghi controlli giudiziali né amministrativi".

Per le stesse ragioni, Federnotai ha denunciato il contrasto tra l'articolo 29 del 'ddl concorrenza' - che abolisce il controllo notarile di legalità per le srl semplificate - e la stessa direttiva 101/2009; e il contrasto tra l'articolo 28 del 'ddl concorrenza' e le regole di certezza, sicurezza e legittimo affidamento "che figurano tra i principi fondamentali del diritto dell'Unione europea, e il rischio che questa norma favorisca condotte commerciali scorrette a danno dei cittadini e delle imprese”, ha aggiunto.

All’interno dell’incontro è stato inoltre discusso il documento messo a punto da Marco Mazzoli, ordinario di economia dell’Università degli studi di Genova dal titolo 'Impatto economico e sociale del ddl sulla concorrenza'.

Secondo lo studio, “il quadro che ne emerge è estremamente preoccupante sotto molteplici aspetti: tutela dei consumatori, tutela della legalità ed efficienza organizzativa del sistema legale, impatto sul gettito fiscale, aumento probabile dei conflitti di interesse e del numero di procedimenti giudiziari".

Ma soprattutto, l’effetto più grave potrebbe essere sull’illegalità e sulla corruzione diffusa. “Più in generale - si legge nel testo - l’introduzione di nuove norme che allentano il monitoraggio e il controllo preventivo dell’illegalità, in un paese come il nostro (dove significativa è la diffusione di comportamenti illegali e preoccupante è la presenza della criminalità organizzata), dovrebbe essere effettuata con estrema prudenza, stimandone gli effetti attraverso appropriate simulazioni”.



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