cerca CERCA
Mercoledì 22 Settembre 2021
Aggiornato:
Temi caldi

Solo 35 medici ad Aleppo, colleghi Usa in aiuto via Skype

13 settembre 2016 | 17.44
LETTURA: 3 minuti

alternate text

Prima del conflitto in Siria ad Aleppo lavoravano circa 6 mila medici. Dal marzo 2011 ad oggi 757 tra camici bianchi, infermieri e operatori sono deceduti in 380 attacchi a strutture sanitarie. E' quanto rileva l'associazione Physicians for Human Rights (Phr), che ha stimato in soli 35 dottori il personale oggi operativo ad Aleppo, una città con più di 300 mila residenti. Un gruppo di medici di origine siriana, che vive negli Usa, ha deciso di scendere in campo e aiutare i colleghi rimasti in Siria sfruttando le possibilità della telemedicina e alle 'app' di messaggistica.

"Un conflitto che dura da 5 anni ha creato una situazione in cui i medici rimasti lavorano su specialità di cui non hanno competenza - spiega Elisa Baker, ricercatrice Phr - Non è raro che veterinari e dentisti si improvvisino chirurghi a tempo pieno". Utilizzando Skype, Whatsapp e Telegram, i medici americani sono in grado di aiutare i colleghi distanti migliaia di chilometri e impegnati in un lavoro che spesso si svolge in piena emergenza e sotto le bombe.

"Il dottor Zaher Sahloul, specialista in medicina d'emergenza di Chicago - racconta il quotidiano online 'Circa' - è uno di questi camici bianchi. Il medico analizza i referti di diagnostica di laboratorio, esami o foto che gli vengono inviate e rimanda ai colleghi ad Aleppo le sue considerazioni". Sahloul ha lavorato come volontario per la Syrian American Medical Society (Sams) nelle tante trasferte in Siria. Non avendo spesso un collegamento ad internet fisso, la Sams ha dotato gli ospedali di Aleppo di dispositivi satellitari e telecamere nelle sale operatorie che permettono ai camici bianchi americani di monitorare gli interventi a distanza. Un aiuto fondamentale, ma che purtroppo non basta: in Siria gli operatori sanitari sono costretti quotidianamente a decidere in pochi secondi chi potrà sopravvivere e chi no.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza