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Sudan: 'Sono cristiana', la storia di Meriam diventerà un film

17 marzo 2015 | 15.18
LETTURA: 2 minuti

Narrerà la vicenda della donna condannata a morte per impiccagione in Sudan per aver sposato un uomo cristiano.

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''Io sono cristiana''. Sono queste le parole che il 15 maggio del 2014 Meriam Yahia Ibrahim, allora 27 anni, pronunciava davanti a un tribunale di Khartoum che la condannava a morte per impiccagione accusandola di apostasia. Ed è questo, oggi, il titolo di un film che narrerà la vicenda della donna sudanese condannata alla pena capitale per aver sposato un cittadino cristiano del Sud Sudan e arrestata nel febbraio 2013 incinta e insieme al figlio di 20 mesi. La sua vicenda si è conclusa felicemente nel giugno del 2014 dopo una forte pressione della comunità internazionale che ha portato all'annullamento della condanna a morte e al suo rilascio. Ora la donna vive insieme al marito Daniel Wani e ai due figli Martin e Maya a Manchester, negli Stati Uniti.

Al cinema, Meriam sarà interpretata dall'attrice Stacey Dash, nota principalmente per il film 'Clueless'. "Attualmente Meriam non è coinvolta nel progetto", ha detto Brian Harrington, produttore e promotore del progetto, a The Christian Post. "Indipendentemente da questo, abbiamo intenzione di dare a lei e alla sua famiglia il 10 per cento dei ricavi del film. Non perché dobbiamo, ma semplicemente perché è la cosa giusta da fare", ha aggiunto. In attesa di recuperare 500mila dollari di finanziamenti necessari alla realizzazione del film, Harrington ha anche detto di stare ancora ''cercando il regista perfetto''. ''Vorremmo un regista cristiano'', ha concluso.

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