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Jobs Act: Sorrentino (Cgil), può essere una causa peggioramento crisi

26 giugno 2015 | 13.03
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La sindacalista è intervenuta al 'Festival del lavoro' (video)

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"Il Jobs Act rischia di non essere quella riforma innovativa che è stata propagandata dal governo, ma di essere una delle cause del peggioramento della crisi". Lo dice a Labitalia Serena Sorrentino, segretario confederale Cgil, in occasione del 'Festival del lavoro', in corso a Palermo. "C'è da considerare la qualità delle norme -spiega- che sono state prodotte con il Jobs Act. Sono norme farraginose, complesse articolate e difficili da tradurre" (video).

"Ci era stato detto -fa notare la sindacalista- che il Jobs Act doveva essere molto semplice da comprendere per le imprese che volevano investire, per i cittadini e i lavoratori, tanto da essere tradotto in inglese. Ciò, invece, non si è verificato e questo potrebbe determinare un aumento del contenzioso. C'è una filosofia che noi non condividiamo -ammette Serena Sorrentino- che è lo spostamento del baricentro della tutela dal lavoratore verso l'impresa: c'è una diminuzione delle protezioni sociali per i lavoratori. Pensiamo, poi, al tema degli ammortizzatori sociali che non sono universali".

"Non c'è una riduzione sostanziale -fa notare- della precarietà e l'esonero contributivo sta dimostrando che ci sono molte trasformazioni di rapporti di lavoro già esistenti e non nuova occupazione. Noi continuiamo a dire -rimarca- che, da un lato, servono nuove politiche industriali che guardino all'innovazione, ma dall'altro servirebbe anche una qualità della regolamentazione del lavoro che accompagni, invece, una maggiore strutturazione dei rapporti di lavoro".

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