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Sostenibilità: priorità per i ceo ma la mancanza di dati crea ostacoli

10 maggio 2022 | 15.03
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La sostenibilità è un aspetto sempre più importante nelle agende di tutte le aziende e i ceo la riconoscono come un imperativo e motore di crescita. Ma mentre affrontano pressioni da parte dei consigli di amministrazione e degli investitori, la mancanza di dati affidabili ostacola la loro capacità di agire. E' quanto emerge da un nuovo studio Ibm, dal titolo 'Own your path: Practical pathways to transformational sustainability', che ha coinvolto più di 3.000 amministratori delegati in tutto il mondo, di cui 90 in Italia. Lo studio ha messo in luce che quasi la metà degli intervistati considera la sostenibilità una priorità assoluta per la sua organizzazione, dato in aumento del 37% rispetto al 2021.

Tuttavia, più della metà (51%) cita la sostenibilità come una delle sue più grandi sfide nei prossimi due o tre anni e evidenzia come principali ostacoli la mancanza di dati, un Roi poco chiaro e alcune barriere tecnologiche. Mentre il 95% dei ceo riferisce di essere almeno in una fase pilota, solo un quarto (23%) afferma di implementare strategie di sostenibilità in tutta l’organizzazione. "Ci troviamo ad operare in uno dei periodi più complessi degli ultimi decenni, ove guerra, inflazione, la mancanza di competenze e la crisi sanitaria dovuta al Covid-19 stanno moltiplicando ostacoli e freni alla crescita. Eppure non è il momento di distogliere l’attenzione dalla sostenibilità", afferma John Granger, senior vice president, Ibm Consulting.

"Nonostante le sfide, i ceo devono rifocalizzare le loro priorità. Molti non riconoscono come dati e tecnologia possano colmare il divario che esiste tra la strategia e la sua esecuzione”. Anche in Italia più della metà (57%) dei ceo italiani che la sostenibilità è una delle sue più grandi sfide, rispetto al 29% del 2021, e sente la pressione più forte da parte del consiglio di amministrazione (79%) e dagli investitori (67%). La maggior parte (63%) riconosce la responsabilità dell'impatto che hanno le aziende sull’ambiente, e dichiara che la loro azienda ha completato alcuni (48%) o tutti gli aspetti (32%) della propria strategia di sostenibilità.

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