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Sull'Honda CR-V debutta l'ibrido 'intelligente'

BEST PRACTICES
Sull'Honda CR-V debutta l'ibrido 'intelligente'

Per la quinta generazione del suo best-seller mondiale, la CR-V, Honda dice addio al diesel (nella sua gamma ormai una rarità) e lo sostituisce con un sistema ibrido disponibile per la prima volta in Europa e che vedremo sulle prossime evoluzioni degli altri modelli della casa nipponica. La nuova CR-V Hybrid ruota intorno alla tecnologia i-MMD, ovvero Intelligent Multi-Mode Drive, che rappresenta un netto passo in avanti rispetto al sistema Ima (Integrated Motor Assist) che negli anni passati era stato visto sulle varie Civic, Jazz, Insight e Cr-z, dove però il contributo dell'elettrico era ridotto sia sul fronte della potenza che su quello delle emissioni e dei consumi.

Oggi invece - con un target 2025 di due terzi di vendite Honda di modelli elettrificati - le proporzioni si invertono e sulla nuova CR-V al 2 litri benzina a ciclo Atkinson da 145 Cv si affianca un sistema elettrico che fa la parte del leone con una potenza di 184 CV e una coppia di ben 315 Nm (in realtà sono due unità, la prima dedicata alla trazione e la seconda alla funzione di alternatore/generatore).

La logica di funzionamento dei due propulsori è quella già sperimentata che vede l'elettrico (modalità EV Drive) in funzione da solo in partenza e nei brevi spostamenti urbani (al massimo 2 km) mentre nella maggior parte delle situazioni i due motori operano in coppia (Hybrid Drive) nell'ottica del miglior compromesso fra prestazioni e consumi. Solo quando la richiesta di potenza si fa 'decisiva' o la carica del pacco batterie agli ioni di litio è troppo bassa, la spinta è fornita solo dal motore termico (Engine Drive): ma questa - nell'ottica dei tecnici Honda - è l'eccezione e non la regola.

Se il passaggio da un sistema all'altro è praticamente impercettibile - anche perché il motore a benzina eroga potenza al generatore, che a sua volta alimenta il motore elettrico di propulsione - in marcia l'impatto più forte è legato all'altra grande novità del Suv Honda, ovvero la scelta di una trasmissione a componenti fisse. Il risultato è una sorta di vettura monomarcia (e infatti dalla plancia è scomparsa qualsiasi tipo di leva o richiamo) che nella maggior parte delle situazioni garantisce un andamento fluido e silenzioso. Nelle salite più impegnative o nelle accelerazioni più decise, invece, la trasmissione porta a un rapido incremento di giri che però non si traduce immediatamente in una spinta in avanti: un fenomeno già conosciuto nelle vetture con cambio a variazione continua e che richiede una certa assuefazione.

All'atto pratico - e senza esagerare con l'opzione Sport, selezionabile con un pulsante - i benefici in termini di consumi sono evidenti, visto che è difficile consumare più di 12 km con un litro di benzina, risultato notevole viste le dimensioni e la massa da spostare.

Ma la nuova CR-V - disponibile in versione a 2 e 4 ruote motrici - si distingue dalla generazione precedente anche per design, qualità percepita e abitabilità. A una lunghezza immutata (4,6 metri) corrisponde un aumento del passo e dello spazio interno mentre le linee si fanno più moderne e le dotazioni si arricchiscono di dispositivi utili (come l'head up display) oltre che dei più innovativi sistemi di sicurezza, tutti di serie nelle vetture che saranno vendute nel nostro paese, dove il target per il 2019 è di almeno 2.500 unità.

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