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Via gli addobbi, vademecum per alberi di Natale veri

BEST PRACTICES
Via gli addobbi, vademecum per alberi di Natale veri

(Xinhua)

Via le luci e gli addobbi. E gli alberi di Natale? Ecco un vademecum per gestire correttamente le piante, quelle sopravvissute allo stress natalizio che potranno essere conservate in vaso o trapiantate in giardino, e quelle ormai secche che contribuiranno alla creazione di compost.


"Se la pianta ha una zolla di terra ben proporzionata come volume rispetto alla parte verde (il rapporto tra radici e fusto è al massimo 1 a 4) ci sono buone probabilità che la pianta resista allo shock di trapianto. Quindi si consiglia sempre di acquistare piante alte non più di 150 cm, per permettere alla zolla di entrare in un vaso di almeno 50 cm di diametro. Se la parte verde è molto più preponderante rispetto alla zolla di terra con le radici, la pianta ha pochissime probabilità di sopravvivere alle feste", spiega all’Adnkronos Antonio Brunori, segretario generale Pefc Italia, associazione senza fini di lucro che gestisce il sistema di certificazione Pefc (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes).

Brunori, dottore forestale, ricorda innanzitutto che "il 90% degli abeti venduti a Natale proviene da coltivazioni specializzate, il restante 10% è venduto senza radici (i cosiddetti cimali o punte d'abete) che possono derivare da normali pratiche di gestione forestale".

"Nel 2018 la tempesta Vaia, che ha abbattuto oltre 20 milioni di alberi sulle Alpi, dalla Lombardia orientale al confine con la Slovenia, ha purtroppo fornito molti cimali che sono stati utilizzati per iniziative di solidarietà a favore delle proprietà forestali danneggiate", spiega l’esperto ricordando "le iniziative di Pefc Italia che ha collaborato nella fornitura delle punte di abete per gli edifici del Presidente della Repubblica (Quirinale e Castel Porziano), per Montecitorio e per numerosi piazze di Campagna Amica di Coldiretti".

Quindi, Brunori illustra le regole da seguire per conservare al meglio la pianta con le radici. "Se compriamo un albero di piccole dimensioni abbiamo più possibilità di mantenerlo in vita e, se ben trattato, può durare due o tre anni in vaso. Poi, a meno che non vogliate praticare l’arte del Bonsai, l’albero deve essere trapiantato a terra", dice.

Se la pianta è stata gestita correttamente, ovvero con terriccio sempre umido, lontano da fonti di calore, in zone ricche di luce e con addobbi 'leggeri', è possibile che abbia superato il periodo natalizio, ma "dopo le feste è opportuno riposizionare l’albero all’esterno".

Ecco come: "Se decidiamo di mantenere l’albero in vaso è buona cosa rinvasarlo in un vaso più grande, usando un terriccio drenante e non troppo calcareo, arricchendo il substrato di un fertilizzante una volta al mese. L’abete deve essere posizionato in una zona di mezz’ombra, se vedete la chioma poco folta; oppure al Sole, se la chioma è vigorosa e bella verde. Essendo una specie alpina, soffrirà molto la siccità e il calore estivo dell’ambiente urbano; per questo è opportuno pensare di innaffiarlo periodicamente. Purtroppo, quando gli aghi cominciano a cadere, la sorte della pianta è segnata e innaffiature postume non risolveranno il problema".

In ogni caso non va piantato nei boschi. Perché "l’abete è un albero spontaneo solo sull’arco alpino e in un’area dell’Appennino tosco-emiliano. Piantarli in boschi dove già è presente l’abete significa creare problemi di inquinamento genetico, visto che non si conosce l’origine di quelli ripiantati - continua Brunori - Mentre inserirli in aree appenniniche dove l’abete non esiste spontaneamente crea una situazione botanica anomala, comunque scorretta. Meglio quindi piantarlo nel giardino di casa, cioè in ambito urbano, per chi ne ha la possibilità".

Se l'albero non ha superato lo stress delle Feste, una volta seccato, "va tagliato a pezzi e destinato alla raccolta della frazione organica per permettere la sua trasformazione in compost che verrà poi usato come fertilizzante per nuove piante (anche se la sua ricchezza di resine lo rende un compost difficile, e deve essere necessariamente mescolato con altra sostanza organica)".

"Ogni Comune ha regole differenti su come gestire la raccolta degli alberi seccati durante le feste, ma un fatto che accomuna tutti i regolamenti è che non vanno inseriti gli alberi secchi nei cassonetti per l’organico, ma vanno portati alle isole ecologiche. In alcune città si regala un sacco di compost per ringraziare del conferimento della pianta secca", conclude.



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