Cns, cooperare per la sostenibilità

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Cns, cooperare per la sostenibilità

A livello internazionale permangono importanti problematiche relative ai cambiamenti climatici, ai conflitti, alle disuguaglianze ed alla povertà. La stessa comunità europea sembra oggi difettare di una politica unitaria per lo sviluppo sostenibile e nel nostro Paese sembrano ancora mancare azioni politiche concrete e una chiara visione del futuro. La questione dello sviluppo sostenibile non è rinviabile né delegabile e richiede il coinvolgimento attivo di tutti coloro che possono e debbono contribuire alla sostenibilità dello sviluppo economico e sociale, siano essi soggetti pubblici o privati.


Di questa assunzione di responsabilità il Consorzio Nazionale Servizi si è reso interprete, sia come soggetto operante sul mercato sia in relazione al ruolo mutualistico dei suoi soci. Per questo CNS ha scelto di confrontarsi con una prospettiva, quella di una visione strategica integrata, che tiene insieme obiettivi di business e di sostenibilità. Una sfida, anche in termini di rendicontazione, particolarmente complessa e attorno alla quale ha chiamato a raccolta esperti e opinion leader, sulla quale hanno aperto i lavori Barbara Piccirilli (Direttore Organizzazione, Gestione e Servizi CNS) e Francesca Zarri (Responsabile Sviluppo Cooperativo CNS) la quale ha illustrato il processo che ha portato al nuovo modello di rendicontazione assunto da CNS, che tiene insieme innovazione e il rigore metodologico oggi chiesto dalle Linee guida GRI (Global Reporting Iniziative Sustainability Reporting Standards) e dalla direttiva 2014/95/UE.

“Futuro integrato: cooperare per la sostenibilità, il viaggio di CNS verso gli obiettivi Onu 2030”, questo il titolo della tavola rotonda alla quale hanno preso parte Alessandro Asmundo - Forum Finanza Sostenibile, Patrizia Cappelletti - Università Cattolica e Archivio della Generatività Sociale, Stefano Granata - Presidente CGM, Alessandro Hinna - Presidente Consiglio di Gestione CNS, Federico Mento - Social Value Italia, Luca Stanzani - Impronta Etica, chiamati a confrontarsi sulle frontiere del cambiamento e sullo sviluppo di pensiero e pratiche integrate orientate a sostenibilità, generazione di impatto sociale e valore condiviso, grazie alla brillante moderazione di Valeria Fazio, BDO.

Dal punto di vista di Granata, il senso e significato della rete sociale ed economica che le cooperative aderenti a CNS rappresentano in maniera capillare su tutto il territorio, può assumere oggi un ruolo di tante piccole agenzie per lo sviluppo territoriale, a condizione che lo si faccia in maniera condivisa, con umiltà e interpretando un ruolo che sia veramente funzionale per il progetto di ciascuna comunità, in un rapporto di sperimentazione continua che veda il CNS e le cooperative alla pari rispetto a tutti gli altri interlocutori e sotto la guida culturale di un Consorzio in grado di trasferire, con il tempo, questa sensibilità a tutta la propria filiera.

Una responsabilità, ma anche una grande opportunità che secondo Patrizia Cappelletti hanno proprio le strutture di secondo livello come CNS, chiamate oggi ad essere fra i nuovi generatori di cambiamento, anche innescando nuove forme di relazione con gli altri soggetti che oggi possono dirsi tali. Un impegno, come ha sottolineato con forza Federico Mento, che deve tradursi in una sempre maggiore propensione anche a misurare, monitorare, rendicontare gli impatti generati, per assumere una crescente consapevolezza anche di quelli negativi e intervenire con azioni di risposta adeguate.

Una necessità, quella di disporre di indicatori di impatto e di sostenibilità, sempre più avvertita anche dagli investitori, come ha ricordato Alessandro Asmundo, reduce da un’ultima edizione della Settimana dell’Investimento Responsabile e Sostenibile che quest’anno ha riscosso un successo di presenze ineguagliabile e che la dice lunga sull’attenzione che i soggetti finanziari oggi ripongono della dimensione strategica della sostenibilità.

Ed è proprio su questa dimensione strategica che si è soffermato il Presidente Hinna, mettendo al centro l’esigenza di integrare pienamente il punto di vista degli stakeholder nel processo decisionale e degli effetti che, porre al centro della dimensione strategica gli obiettivi della sostenibilità e i valori cooperativi, può avere non solo sul modo con il quale si perseguono gli obiettivi di business, ma condurre proprio a ri-definire tali obiettivi.

In chiusura, le conclusioni della Prof.ssa Roberta Paltrinieri dell’Università di Bologna, che ha inquadrato i paradigmi della sostenibilità e dell’impatto sociale nel contesto del superamento del modello capitalistico per come è stato conosciuto ad oggi, contrapponendo al modello della sharing economy (che pone le relazioni al centro dello scambio economico in maniera strumentale) quello della sharing society. Di questo modello la cooperazione, in quanto modello culturale di azione, può essere pienamente interprete e stimolatrice, perché in grado di dare valore alla condivisione, dal momento che lo scambio mutualistico si deve fondare, per definizione, su un legame sociale autentico.



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