Progetto Harverst, 5.300 pasti donati in un anno

Harvest, progetto di recupero e donazione di eccedenze alimentari con Banco Alimentare

CSR
Progetto Harverst, 5.300 pasti donati in un anno

Un totale di 5.300 pasti donati in un anno coinvolgendo 7 ristoranti e altrettante organizzazioni caritative sul territorio italiano. Sono i risultati di Harvest, progetto partito a fine 2017 con cui KFC – Kentucky Fried Chicken recupera e dona le eccedenze alimentari dei suoi ristoranti. Un impegno che si inserisce nel percorso indicato dalla legge Gadda 166 del 2016 e realizzato in collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare.


L’iniziativa è partita con i ristoranti KFC di Arese e Milano Bicocca. A questi si sono aggiunti finora i locali di Oriocenter e Curno, in provincia di Bergamo, quello di Pompei e due ristoranti dell’area di Roma: i KFC dei Centri Commerciali Happio ed Aura. Le organizzazioni destinatarie delle donazioni sono la Caritas di Rho, l’associazione Gruppo di Betania Onlus di Milano, l’associazione Exodus di Sònico, l’Opera Diocesana Patronato S. Vincenzo di Bergamo, la mensa dei poveri Papa Francesco di Pompei, gestita dal Sovrano Militare Ordine di Malta, la Parrocchia Ognissanti di via Appia Nuova a Roma e l’Ipab – Istituto Sacra Famiglia sempre a Roma.

"Siamo stati la prima azienda del fast food a realizzare in Italia un progetto di recupero e donazione delle eccedenze alimentari: un primato che ci rende orgogliosi. Il nostro obiettivo è coinvolgere entro la fine del 2019 tutti i ristoranti del sistema KFC Italia: oggi sono 30 e sono distribuiti in 11 regioni”, annuncia Corrado Cagnola, amministratore delegato di KFC Italia.

Nel mondo sono circa 800 milioni le persone che soffrono la fame e ogni anno si spreca un terzo del cibo prodotto a livello globale: un quarto del cibo sprecato basterebbe a sfamare tutti coloro che ne hanno bisogno. Harvest è un progetto che Yum! Brands Inc. ha lanciato a livello mondiale nel 1992 e al quale KFC ha aderito nel 1999, recuperando e donando fino ad ora oltre 80 milioni di pasti e coinvolgendo oltre 2700 organizzazioni non profit in 22 Paesi.

Come funziona? Il pollo fritto di KFC che non viene venduto nell’arco della giornata viene raccolto in appositi sacchetti ad uso alimentare ed etichettato con le informazioni relative a quantità, tipologia del prodotto e data di scadenza. Il pollo così confezionato viene quindi congelato e conservato nelle celle frigorifere all’interno del ristorante, fino al ritiro da parte del Banco Alimentare che provvede a trasportarlo, in apposite borse termiche, e a consegnarlo alla struttura destinataria della donazione sul territorio. Il pollo viene poi distribuito ancora congelato e confezionato alle persone assistite dalle organizzazioni caritative oppure riutilizzato dalle strutture stesse per preparare i pasti nelle loro mense.



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.