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Clima, storico accordo alla conferenza di Parigi

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Clima, storico accordo alla conferenza di Parigi

(Foto Afp)

L'Accordo di Parigi è stato approvato da tutte le parti. Lo ha annunciato il ministro degli esteri francese Laurent Fabius nella sessione plenaria che ha concluso la Conferenza sul clima durata 13 giorni. Un totale di 195 paesi e l'Unione europea hanno quindi accettato il testo che questa mattina la presidenza francese della Conferenza ha presentato ai delegati.


Un lungo applauso è scoppiato nel tendone di Le Bourget usato per le sessioni plenarie della Conferenza sul clima dopo che il presidente della Cop21 ha battuto il martello sul tavolo degli oratori per segnare l'approvazione, ovvero la mancanza di obiezione da parte delle delegazioni, dell'accordo sul clima. "E' un piccolo martello ma può fare grandi cose", ha dichiarato il ministro, raggiunto sul palco dal presidente francese Francois Hollande, dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban ki-moon, e dalla responsabile della convenzione delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici Christina Figueres.

"Ce l'avete fatta, siete riusciti a superare i vostri interessi legittimi", ha dichiarato Hollande rivolto ai delegati. "Aspettavamo questo accordo da 40 anni", ha aggiunto, ringraziando Fabius per il lavoro di mesi. "Già domani proporrò che i paesi che vogliono andare più veloci (nella riduzione dei gas a effetto serra rispetto a quanto si sono impegnati a fare nei piani presentati prima dell'inizio della conferenza, ndr) possano riaggiornare i loro piani prima del 2020, ha reso noto Hollande.

"E' enorme: quasi tutti i Paesi del mondo hanno appena firmato per l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, grazie alla leadership americana", ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. "Accordo su clima a Parigi è un passo in avanti decisivo. Italia protagonista, oggi e domani #COP21", ha invece twittato il premier Matteo Renzi.

In attesa del via libera il testo era stato pubblicato on line sul sito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (LEGGI LA BOZZA).

LA GIORNATA - "Siamo arrivati a un progetto di accordo ambizioso ed equilibrato", aveva sottolineato questa mattina il presidente della Cop21 Laurent Fabius, nel presentare il testo destinato a limitare il riscaldamento climatico a livello mondiale. "Questa Cop21 è una svolta storica. Il testo, - ha sottolineato il ministro degli Esteri francese - conferma il nostro obiettivo: contenere l'aumento della temperatura ben al di sotto di 2 gradi e sforzarsi di mantenerla a 1,5, il che consentirebbe di limitare significativamente i rischi e gli impatti del riscaldamento". "Nessuno tra noi, agendo solo, può arrivare al successo. E' alla portata di tutte le nostre mani unite", ha proseguito Fabius che più volte durante il suo intervento è apparso emozionato e commosso. In conclusione il ministro francese ha citato Nelson Mandela: "In questa sala deciderete su un accordo storico. Il mondo trattiene il fiato e conta su noi tutti". "Questo accordo - ha proseguito - è necessario per il mondo intero e per ciascuno dei nostri Paesi. Aiuterà gli stati insulari a tutelarsi davanti all'avanzare dei mari che minacciano le loro coste; darà mezzi finanziari all'Africa, sosterrà l'America Latina nella protezione delle sue foreste e appoggerà i produttori di petrolio nella diversificazione della loro produzione energetica. Questo accordo sarà al servizio delle grandi cause: sicurezza alimentare, lotta alla povertà, diritti essenziali e alla fine dei conti, la pace".

"L'accordo decisivo per il pianeta, è ora. Il 12 dicembre 2015 può essere una grande data per l'umanità. Avete l'occasione di cambiare il mondo. Coglietela, perché viva il pianeta, viva l'umanità e viva la vita", aveva dichiarato dal canto suo il presidente francese François Hollande. Sulla stessa linea il segretario generale dell'Onu Ban-Ki moon: "Siamo a un momento decisivo di un lungo percorso avviato decenni fa. L'accordo presentato è storico, promette di avviare il mondo su una nuova strada", ha detto Ban che poi si è rivolto alle singole nazioni esortandole a presentare "piani nazionali sul clima: le soluzioni ai cambiamenti climatici sono sul tavolo, tocca a noi adottarle, facciamolo".



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