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Pfas, Ispra: 136,8 milioni di euro di danno ambientale

'Ora ci possiamo costituire con l'Avvocatura di Stato nel procedimento a carico del responsabile'

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Pfas, Ispra: 136,8 milioni di euro di danno ambientale

"Ispra ci ha comunicato questa mattina la quantificazione del danno ambientale cagionato da Pfas nelle tre province (Vicenza, Verona e Padova, ndr): 136,8 milioni di euro. Avendo questo dato ci possiamo costituire con l'Avvocatura di Stato nel procedimento a carico del responsabile dell'inquinamento, almeno per 136,8 milioni di euro che devono entrare nelle casse dello Stato per andare alla bonifica e riparare il danno cagionato dal 1990". Ad annunciarlo è il ministro dell'Ambiente Sergio Costa durante l'audizione in Commissione Ecomafie.


Per le mamme No Pfas, che raccoglie le famiglie dello sfortunato territorio, si tratta di "una buona notizia, sì, ma il problema è un altro: se non cambiamo rotta, fra 40 anni rischiamo di scoprire che un'altra molecola, prodotta e non normata, ci ha avvelenato per anni. Mettere il limite zero ai Pfas, vuol dire mettere limite zero a tutte quelle sostanze prodotte di cui non conosciamo gli effetti sulla salute ed evitare così che la storia si ripeta. O dobbiamo continuare a testare queste sostanze sulla nostra pelle?", dice all'AdnKronos Michela Piccoli, portavoce delle Mamme No Pfas.

Lei abita Lonigo (Vicenza), nel cuore della cosiddetta 'zona rossa' dell'inquinamento da Pfas. Per lei, come per tutti i cittadini dell'area, "l'unico limite accettabile è per noi pari a zero", sottolinea in risposta alle parole del ministro Costa che oggi in commissione ha assicurato: "non abbiamo dimenticato di fissare i limiti" e di essere al lavoro per questo con Regione Veneto, Ispra e ministero della Salute. Ad oggi, a livello nazionale il limite per i Pfas nelle acque destinate al consumo umano è stato fissato dall'Istituto Superiore per la Sanità a 1030 nanogrammmi per litro; dal 2017 la Regione Veneto è corsa ai ripari abbassando tale limite a 390 (ma questo vale solo per il territorio regionale).

Ma, sottolinea la 'mamma No Pfas', "nelle acque non si può sversare neanche un solo nanogrammo di una sostanza di cui non conosciamo gli effetti sulla salute: se non si capisce questo, si segue solo la regola del Dio denaro che non è il nostro e non è quello che vogliamo per il futuro dei nostri figli. Oggi, il 64% delle persone che vivono nella zona rossa che ha fatto gli esami del sangue è entrato in un biomonitoraggio di secondo livello: significa che ha valori ematici di alterazioni d'organo riconducibili ai Pfas".

Nel frattempo, ha ricordato il ministro Costa, "c'è necessità di bonifica: i finanziamenti ci sono e devono essere assegnati. Ho assegnato queste risorse adesso e con decreto del 27 novembre 2018 il ministero ha impegnato a favore del commissario delegato la somma di 56,8 milioni di euro di cui trasferiti subito 46 milioni che sono già nella disponibilità della Regione Veneto. Nel corso del 2019 assegneremo i residui 10 milioni. Inoltre, considerata la questione emergenziale, il Mattm destina altri 23,2 milioni per interventi individuati dalla Regione Veneto".



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