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Clima, attivisti Greenpeace in azione a Bruxelles

Proiettata su sede della Commissione Ue immagine del Pianeta come bomba in procinto di esplodere

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Clima, attivisti Greenpeace in azione a Bruxelles

Attivisti di Greenpeace sono entrati in azione questa notte proiettando sulla sede della Commissione europea a Bruxelles un’immagine del Pianeta raffigurato come una bomba in procinto di esplodere, a simboleggiare la crisi climatica che i leader Ue sono chiamati a disinnescare con le proprie azioni.


Alla vigilia del Consiglio europeo, l’organizzazione ambientalista chiede azioni immediate per evitare l’aggravarsi dell’emergenza climatica. Gli attivisti di Greenpeace stanno incalzando i leader politici europei prima dell’incontro in cui si discuteranno le priorità dell’Europa, la risposta all’emergenza climatica e l’assegnazione dei principali incarichi del sistema di governance comunitario.

"I cambiamenti climatici sono una minaccia globale e le persone in tutto il mondo stanno già vivendo gli effetti della crisi climatica - dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna clima ed energia di Greenpeace Italia - L’Ue e la nuova Commissione europea devono rendere la questione climatica una priorità, agendo immediatamente per ridurre le emissioni e inchiodando alle proprie responsabilità le grandi aziende che inquinano il Pianeta".

Al momento 22 governi, compreso quello italiano, stanno supportando la proposta della Commissione Europea per un obiettivo “Emissioni Zero” al 2050, ed è in fase di discussione l’innalzamento dell’obiettivo del 40% di riduzione delle emissioni al 2030. Greenpeace chiede ai leader Ue un taglio delle emissioni del 65% al 2030, per arrivare a emissioni zero entro il 2040.

"Gli attuali impegni globali ci proiettano verso un aumento medio della temperatura globale di oltre 3°C, mentre la soglia rintracciata dalla scienza per evitare le conseguenze peggiori del cambiamento climatico è di soli 1.5°C. È evidente che i leader mondiali devono fare di più, e devono farlo subito, schierandosi dalla parte dei cittadini e non delle grandi aziende che fanno profitti inquinando il Pianeta e mettendo a rischio le nostre vite", conclude Iacoboni.



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