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Agenda 2030, allarme Wwf su Obiettivo per la tutela degli Oceani

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Agenda 2030, allarme Wwf su Obiettivo per la tutela degli Oceani

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Tre dei quattro target dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 14 dell'Agenda 2030, da raggiungere entro il 2020, non saranno realizzati alla fine di quest’anno, mentre il quarto sarà conseguito solo parzialmente. A 5 anni dall’adozione degli obiettivi dell’Agenda delle Nazioni Unite, il nuovo report Wwf lancia l’allarme sul fallito raggiungimento dell’Obiettivo 14, ossia quello che pone l’attenzione su conservazione e uso sostenibile dei nostri oceani.


Il segnale è rivolto in particolare ai decision maker europei e ai Paesi del mondo che hanno sottoscritto gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Complessivamente i dieci target dell’Obiettivo 14 mirano a garantire la resilienza degli oceani attraverso una protezione efficace dei suoi ecosistemi e la tutela del loro importante ruolo di assorbitori di carbonio, funzioni strettamente connesse con la nostra sussistenza e le nostre economie.

Il report di Wwf mette in luce che per due dei sei target legati alla conservazione e all’uso sostenibile delle risorse marine, ci sono progressi in atto. Allo stesso tempo la mancanza di un monitoraggio e di un’accurata rendicontazione rimangono le problematiche centrali per valutare il successo nel raggiungimento dei dieci target dell’Obiettivo 14 e in generale dell’Agenda al 2030.

È stato ampiamente dimostrato come l’Obiettivo 14 sia strettamente connesso con tutti gli altri Obiettivi, tanto che il 38% di tutti i 169 target sarà raggiungibile solo una volta che i target dell’Obiettivo 14 saranno stati realizzati. Questo è particolarmente importante per il raggiungimento dell’Obiettivo 1 (Sconfiggere la povertà), dell’Obiettivo 2 (Sconfiggere la fame) e 13 (Lotta contro il cambiamento climatico).

"Nonostante l’attenzione all’ambiente marino stia aumentando all’interno dell’Agenda 2030, le volontà politiche e i finanziamenti rimangono insufficienti", avverte l'associazione ambientalista.

"Il Wwf è stato capace di attivare processi virtuosi che negli anni hanno portato al raggiungimento di risultati concreti nella tutela degli oceani e nella salvaguardia degli ecosistemi marini. E’ giunta l’ora che anche i policy marker e i membri del Parlamento Europeo promuovano progressi efficaci e dimostrabili allo scopo di raggiungere una sostenibilità globale, proteggere gli ecosistemi naturali, tutelare il benessere delle persone e la sicurezza alimentare legata alle risorse in un clima in veloce cambiamento", osserva Isabella Pratesi, direttore di Conservazione del Wwf Italia.

"Per fare ciò, dobbiamo guardare oltre i singoli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e i loro target e considerare queste problematiche con un approccio trasversale e interconnesso. A cominciare dal problema della sovrapesca, e della pesca illegale, su cui è importante impegnarsi per eliminarle, con un piano di tutela degli ecosistemi marini che sia realmente efficace", conclude.



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