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Morassut: "Nel collegato ambientale norme contro il consumo di suolo"

'Spero arrivi prima della pausa estiva all’esame del Consiglio dei Ministri'

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Morassut: Nel collegato ambientale norme contro il consumo di suolo

“Nel collegato Ambientale, che spero arrivi prima della pausa estiva all’esame del Consiglio dei Ministri, volgiamo introdurre tra le tante cose lì previste, alcune norme di principio che riformino radicalmente la normativa urbanistica ed edilizia oggi molto vecchia e ferma all’idea che lo spazio vuoto si pianifica e si consuma, magari anche abusivamente. Possiamo puntare a raggiungere l’obbiettivo del saldo zero di consumo di nuovo suolo per il 2040; obbiettivo ambizioso ma perseguibile”. Così il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, intervenendo oggi alla presentazione del rapporto annuale sul consumo del suolo di Ispra.


“Per farlo - spiega Morassut - occorre incidere sul processo industriale edilizio incoraggiando nuove tendenze e creando organiche convenienze economiche per una trasformazione urbana che si rivolga alla città esistente piuttosto che verso nuovi suoli vergini".

Per Morassut, "ad un forte alleggerimento fiscale verso le imprese (che deve compensare i maggiori costi di un processo costruttivo più complesso) devono corrispondere prestazioni più elevate degli operatori in termini di efficienza energetica, uso di materiali a bassa dispersione energetica e di calore, riciclo dei materiali di demolizione e offerta di servizi adeguati alla domanda urbana in termini di quantità e qualità”.

“Solo così - continua il sottosegretario all'Ambiente - l’obbiettivo di abbattere il consumo di suolo può uscire dalla narrativa e diventare processo economico che trasforma le città nella direzione di una maggiore giustizia sociale e di una maggiore sostenibilità".

"Oggi la rigenerazione urbana si realizza solo laddove alti profitti consentono di contenere i costi maggiori e le lunghezze procedurali. Dobbiamo invece rendere possibili nuove dinamiche anche nelle parti più povere e degradate delle città. E per questo occorre una riforma normativa, un saggio uso della leva fiscale e delle risorse pubbliche legate ai progetti dei Recovery Fund. Questo è un Green New Deal concreto e giusto che esce dalla semplice narrativa”, conclude.



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