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Dal fisco all'ecoinnovazione, pacchetto europeo per lo sviluppo sostenibile

RISORSE
Dal fisco all'ecoinnovazione, pacchetto europeo per lo sviluppo sostenibile

Un nuovo progetto di sviluppo sostenibile per l'Europa, un green new deal che sappia interpretare i nuovi bisogni, cogliere i deboli segnali di ripresa in atto e che si basi su misure incisive e innovative (in primo luogo la revisione del fiscal compact), su strumenti finanziari idonei e su una fiscalità ecologia a livello europeo. Questo il messaggio lanciato nel corso dell'appuntamento annuale della Fondazione per lo sviluppo sostenibile che quest'anno ha come titolo 'Imprese e lavori per una green economy', lo stesso tema che verrà affrontato, a novembre, nel corso degli Stati generali della green economy.


Gli strumenti per dare vita a questo progetto europeo di sviluppo green sono l'alleggerimento del peso debito pubblico tenendo bassi i tassi di interesse; l'aumento della liquidità per i nuovi investimenti con un ruolo più attivo della Bce come banca centrale.

E quindi la possibilità di utilizzare gli eurobond per finanziare gli investimenti per l'eco innovazione senza pesare sul debito pubblico e una riforma fiscale ecologica europea che riduca il prelievo su lavoro e imprese, aumentandolo, su inquinamento e consumo di risorse, così da rilanciare uno sviluppo pulito a maggiore occupazione.

Secondo uno studio che l'Unep ha realizzato insieme all'Organizzazione internazionale del Lavoro (Ilo) si stima che nei prossimi 20 anni l'economia verde potrebbe generare dai 15 ai 60 milioni di posti lavori a livello globale. In Italia, secondo una stima compiuta dalla Guida ai green jobs, i posti di lavoro verde sarebbero oltre 1mln e 400mila con picchi nelle risorse agroforestali (400mila) e nelle energie rinnovabili (150mila).

Secondo il presidente della Fondazione, Edo Ronchi, "le imprese green e i green jobs stanno facendo i conti con la crisi, anche se alcuni indicatori ci dicono che l'economia verde ha resistito meglio dell'economia tradizionale. Ma le politiche europee durante questa crisi sono state largamente carenti e stanno alimentando sfiducia e euroscetticismo".

Il mondo della green economy, conclude Ronchi, "dovrebbe chiedere la revisione del fiscal compact, perché far prevalere tetti e vincoli provoca riduzione della ricchezza e di conseguenza delle entrate fiscali, aumento della spesa sociale e conseguente aumento del debito pubblico".



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