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La Commissione Ambiente della Camera interviene sulla questione Sistri

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La Commissione Ambiente della Camera interviene sulla questione Sistri

La Commissione Ambiente della Camera, nel suo parere al Milleproroghe, è intervenuta sulla questione Sistri "chiedendo che si valuti l'opportunità di prorogare al primo gennaio 2015 il termine iniziale di operatività del Sistri, sia per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, che per i comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della regione Campania, procedendo nel frattempo ad individuare modalità di controllo e tracciabilità dei rifiuti più efficaci e trasparenti condivise con il sistema delle imprese". Così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sul parere della VIII Commissione al Milleproroghe.


"In coerenza con tale proposta - aggiunge Realacci - la Commissione ha inoltre chiesto che sia prorogato al 30 giugno 2015 il termine fino al quale trovano applicazione le sanzioni per inadempimento a specifici obblighi di gestione dei rifiuti previste nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto di attuazione della direttiva europea sui rifiuti 2008/98/Ce''. Il traffico illegale di rifiuti pericolosi "è tuttora una delle attività più redditizie dell'ecomafia - ricorda Realacci - secondo Legambiente frutta alla malavita organizzata 4,1 miliardi di euro l'anno".

Un fenomeno "contro il quale è urgente attivare un sistema di tracciabilità per la gestione e la movimentazione dei rifiuti da parte delle aziende che sia semplice, efficace e trasparente. Proprio per contrastare questo 'sporco' traffico era nato il Sistri, il sistema informativo voluto dal ministero dell'Ambiente sin dal 2007 per monitorare i rifiuti pericolosi tramite la tracciabilità degli stessi in attuazione della normativa europea sui rifiuti".

"Il Sistri ad oggi non è, però, ancora entrato pienamente in funzione - aggiunge il presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera - e rischia di essere un insostenibile appesantimento burocratico e un sovraccarico organizzativo soprattutto per le piccole imprese, diversamente da quanto realizzato in altri paesi europei".

"L'esigenza di una semplificazione del sistema era stata riconosciuta dallo stesso ministro Orlando, che rispondendo a una mia interrogazione sul tema lo scorso settembre si impegnava proprio in questo senso. Non si ha notizia dei risultati del tavolo tecnico sul Sistri - conclude Realacci - al quale partecipano anche le associazioni di categoria, istituto allo scopo presso il gabinetto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare annunciato dal ministro nella stessa occasione".



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